Prosegue l’attività di contrasto all’abusivismo edilizio coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. A Sant’Antonio Abate è stata demolita una piscina abusiva realizzata nel 1999 e situata in un’area sottoposta a diversi vincoli.
L’intervento è stato eseguito in attuazione di un ordine di demolizione emesso dalla Pretura Circondariale di Torre Annunziata, sezione distaccata di Gragnano.
Una piscina di circa 72 metri quadrati
Il manufatto abusivo consisteva in una piscina in cemento armato e struttura in lamiera metallica, completa di rivestimento impermeabilizzante e impianti tecnologici.
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La struttura occupava una superficie in pianta di circa 72 metri quadrati, per un volume interrato di circa 146 metri cubi, ed era di pertinenza dell’abitazione principale situata in via Santa Maria La Carità 340.
L’area sottoposta a tre vincoli
La Procura evidenzia come la zona sulla quale era stata realizzata la piscina sia sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico e ricada inoltre in zona sismica 3.
L’esecuzione degli ordini di demolizione, sottolinea l’ufficio giudiziario oplontino, rappresenta uno strumento sia repressivo, attraverso il ripristino delle condizioni ambientali violate, sia preventivo, per la sua funzione deterrente nei confronti dell’abusivismo edilizio.
Demolizione eseguita dal proprietario
In questo caso, anche a seguito dell’attività di sensibilizzazione portata avanti dalla Procura oplontina, è stato lo stesso proprietario a procedere all’autodemolizione dell’opera abusiva.
L’intervento è stato quindi effettuato senza anticipazione di spese da parte del Comune di Sant’Antonio Abate e della Cassa Depositi e Prestiti.


