Mercoledì 21 ottobre

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Basciano a processo per stalking all'ex Codegoni: «La pena può arrivare a 6 anni e mezzo». Tra i testimoni anche Giulia Salemi

Benni Gagliardi 4 min di lettura
Basciano a processo per stalking all'ex Codegoni: «La pena può arrivare a 6 anni e mezzo». Tra i testimoni anche Giulia Salemi
La difesa punta a smontare il quadro accusatorio attraverso alcune testimonianze che, secondo il legale, contraddirebbero la ricostruzione dei fatti
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Alessandro Basciano è stato rinviato a giudizio il 16 ottobre con l’accusa di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna Sophie Codegoni. L’indagine, coordinata dalla Procura di Milano, approda così alla fase dibattimentale, con la prima udienza fissata per il 20 gennaio.

A illustrare la posizione della difesa è l’avvocato Leonardo D’Erasmo, che in un’intervista rilasciata a Fanpage.it ha spiegato le ragioni della scelta di affrontare il processo ordinario, soffermandosi anche sulle testimonianze raccolte e sui rapporti attuali tra i due ex compagni.

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Il rinvio a giudizio e la scelta del rito ordinario

Il legale ha spiegato che la decisione del giudice non lo ha sorpreso: «Sì, me l’aspettavo e l’avevo anche detto a Basciano. Non ho mai visto dare un “non luogo a procedere” per reati da Codice Rosso. Il giudice Pasquinelli ci ha spiegato che, alla luce del fascicolo, non poteva decidere diversamente senza aver sentito i testimoni e le persone coinvolte, cioè il mio assistito e Sophie Codegoni».

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La difesa ha inoltre valutato, per poi escluderla, la possibilità di ricorrere al rito abbreviato. Secondo D’Erasmo, la scelta è legata anche alle conseguenze che un’eventuale condanna avrebbe sull’immagine pubblica del suo assistito: «Lo abbiamo valutato e poi abbiamo deciso di non procedere. Oggi l’abbreviato è diventato una sorta di ammissione di colpevolezza. Non è quello che prevede il Codice, ma nella pratica si fa l’abbreviato quando si vuole ottenere lo sconto di un terzo sulla pena, sperando magari in un giudice magnanimo che parte dal minimo, così da prendere una pena sospesa ed evitare il carcere. Per un personaggio pubblico come Alessandro, anche una condanna minima verrebbe vissuta come una sconfitta mediatica irreparabile».

Il peso dell’attenzione mediatica

Sul ruolo della notorietà dei protagonisti, l’avvocato ha riferito la posizione espressa dalla giudice, aggiungendo una propria valutazione sulle possibili ricadute del clamore mediatico: «La gup ci ha detto chiaramente che per lei le parti sono uguali a tutti gli altri cittadini, che non le interessa chi sono i soggetti o cosa fanno nella vita. Però, nella pratica, l’influenza mediatica esiste e condiziona. Come fai a giustificare dopo due anni tra misure cautelari, articoli e trasmissioni tv, un non luogo a procedere senza neanche celebrare il processo? Sarebbe un’ammissione implicita che tutto il castello accusatorio era infondato».

Le testimonianze e il riferimento a Giulia Salemi

La difesa ritiene che il dibattimento potrà chiarire alcuni elementi delle dichiarazioni testimoniali. Tra i nomi citati da D’Erasmo c’è quello di Giulia Salemi, presente, secondo il legale, a una cena richiamata nella querela.

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«Il finale non è affatto scontato. Basti pensare al fatto che nelle SIT (sommarie informazioni testimoniali, ndr) depositate dall’accusa, alcuni testimoni indicati dalla difesa di Codegoni dicono tutt’altro rispetto al quadro accusatorio».

«Il caso di Giulia Salemi. Era presente a una cena in cui Sophie Codegoni ha dichiarato di essersi sentita minacciata dal mio assistito, ma a verbale ha riferito di non averla vista piangere quella sera, smentendo quanto sostenuto in querela. È solo uno spunto, ma di fronte a elementi del genere abbiamo ritenuto doveroso approfondire tutto in dibattimento».

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I rapporti tra gli ex compagni e la gestione della figlia

L’avvocato ha chiarito che i rapporti tra Basciano e Codegoni sono regolati anche da un provvedimento del Tribunale di Famiglia di Milano: «Per la gestione della bambina c’è un provvedimento del Tribunale di Famiglia di Milano, regolamentato dal giudice Gennari, che stabilisce che lui possa vedere la figlia tre volte a settimana. Per ragioni di opportunità e per evitare strumentalizzazioni, solitamente evitano di incontrarsi direttamente, magari avvalendosi di una tata per lo scambio».

Quanto alla vicinanza delle rispettive abitazioni, il legale ha affermato: «Basciano ha cambiato casa e zona a Milano circa un mese dopo che lei si è trasferita, dimostrando ulteriormente di voler evitare contatti indesiderati».

La prima udienza e la posizione della difesa

Il processo dovrebbe aprirsi il 20 gennaio, ma D’Erasmo ha annunciato l’intenzione di chiedere un rinvio per un concomitante impegno professionale: «Il 20 gennaio è fissata la prima udienza, ma io sarò impegnato a Como per la discussione di un caso di violenza sessuale. Ho già comunicato che depositerò un’istanza di legittimo impedimento per chiedere il rinvio».

Sulle possibili conseguenze giudiziarie, il difensore ha ribadito la fiducia nell’assoluzione: «Credo fermamente che verrà assolto e che la giustizia farà il suo corso. Ad ogni modo, per reati di questo tipo la pena base parte da 1 anno e può arrivare fino a 6 anni e 6 mesi, tenendo conto dell’aumento previsto se il fatto è commesso nei confronti di una persona legata da una relazione affettiva. Tuttavia, nella pratica giudiziaria, per casi simili si arriva solitamente a una via di mezzo. Noi puntiamo a discutere il processo nel merito, forti dei nostri elementi e dei tre gradi di giudizio».

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