A cura di Massimo Corcione*

Torre Annunziata abbraccia Ciro Immobile, Nell'aula consiliare della sede comunale di via Provinciale Schiti, alle ore 18,30 di questo pomeriggio il bomber della Lazio, originario di Torre Annunziata, è stato accolto da sindaco, assessori, consiglieri comunali ed organi di stampa per ricevere il riconoscimento di tutta la città per i prestigiosi traguardi raggiunti quest'anno (segue articolo e galleria fotografica).

Ora vi proponiamo l'articolo che Massimo Corcione ha voluto dedicare all'attaccante della Lazio e della Nazionale Italiana:

Quella serata nella piazza trentina di Pinzolo, 9 luglio 2009, oggi sembra coniugabile rigorosamente con il trapassato remoto, ma per Ciro Immobile rappresentò il momento dell'inizio dell'avventura, l'ideale prima pagina di una favola che ora ha permesso di incastonare la sua foto nel libro dei record del calcio. 

Nessuno, eccetto Gonzalo Higuain, ha segnato tanti gol quanto Ciro, un primato che per quest'anno gli vale in Europa la Scarpa d'oro, un trofeo che nelle ultime stagioni si passavano Messi e CR7, il meglio del meglio che circola nel mondo intero. Allora, quella notte di undici anni fa, loro erano già in giro, inarrivabili e fortissimi, protagonisti sui più prestigiosi palcoscenici, mentre CiroImmobile-da-TorreAnnunziata era solo un ragazzino messo in fila dalla Juventus alla presentazione di Diego, brasiliano che non lasciò molte tracce del suo passaggio italiano. Messi e Cristiano Ronaldo erano ancor meno che possibili modelli. Le cifre oggi li pongono alla pari, un successo straordinario che mette il calciatore Immobile fuori dell’ordinario. Lo elegge simbolo di una squadra, la Lazio, e di un’era, quella della rifondazione italiana.

Non crediate che sia facile, partendo da qui, arrivare in vetta a una classifica europea basata esclusivamente su dati oggettivi: conta il numero dei gol segnati, la specializzazione massima per un attaccante. E, indubitabilmente, è questo il ruolo di Immobile, centravanti vero, goleador dentro. Merito di un altro napoletano, Ciro Ferrara, aver intravisto doti eccellenti in quel minorenne che faceva gol a Sorrento con la regolarità di un metronomo. Nel nostro DNA c’è l’amore per le sfide impossibili, da vincere contro ogni pronostico: è la motivazione principale per il riconoscimento che Torre Annunziata gli ha riservato. 

Piccola notazione supplementare: l'impresa dei nostri eroi viene spesso realizzata sotto bandiere che non sono quelle che ci appartengono per dinastia. Come sta succedendo con Ciro che Napoli l'ha solo sfiorata nelle chiacchierate da calciomercato. L’idiosincrasia che ha sempre dimostrato è stata per l’estero: Germania e Spagna sono state le occasioni non sfruttate, forse anche i rimpianti non più recuperabili. Proprio come non dovrà accadere con la Nazionale, la parte del romanzo ancora da scrivere. E’ impossibile che la squadra più talentuosa degli ultimi decenni possa non esaltare la più prolifica punta della sua generazione. Un dubbio che assilla anche Mancini, allenatore tanto ambizioso da non riuscire ad accettare mai un fallimento. Il campionato europeo sarà la prossima sfida, quella che andrà vinta per forza da Ciro, puntando soprattutto su se stesso. Gli stanno allestendo una Lazio versione superstar: in serie A a supportarlo sarà soprattutto Silva, il giocatore che garantisce Guardiola, e questo assicurerà una carica nervosa eccezionale. Il resto dovrà essere tutto marchio di fabbrica: insomma, velocissimamente Immobile.

* già direttore Sky e vicedirettore TG5