Da Torre Annunziata al tetto d'Europa, passando attraverso campionati, stadi e città diverse. Dopo 17 anni di calcio professionistico, Ciro Immobile ha deciso di fermarsi.
A 36 anni l'attaccante oplontino ha annunciato il ritiro dal calcio giocato dopo aver risolto il contratto con il Paris FC, ultima squadra della sua lunga carriera. Una decisione comunicata direttamente ai compagni, spiegando di voler dedicare più tempo alla famiglia e ai nuovi progetti della sua vita.
«È un momento difficile, amo il calcio con tutto il mio cuore però voglio mettere fine alla mia carriera», ha spiegato Immobile. Poi il pensiero alla famiglia e la serenità per la scelta compiuta: «Non siate tristi per me, io sono felice».
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Da Torre Annunziata parte il sogno
Ciro Immobile nasce a Torre Annunziata il 20 febbraio 1990. Come tanti bambini cresciuti in una terra nella quale il calcio è passione quotidiana, comincia presto a inseguire un pallone.
Il talento lo porta lontano da casa. Dopo le prime esperienze giovanili arriva alla Juventus, ma è soprattutto con il Pescara di Zdeněk Zeman, nella stagione 2011-2012, che il grande calcio italiano comincia davvero ad accorgersi di lui.
In quella squadra spettacolare, insieme a Lorenzo Insigne e Marco Verratti, Immobile esplode definitivamente: segna 28 reti in Serie B, conquista il titolo di capocannoniere e trascina gli abruzzesi alla promozione in Serie A.
L'esplosione al Torino e la prima corona di capocannoniere
Dopo l'esperienza al Genoa arriva il Torino. Nella stagione 2013-2014 realizza 22 gol in campionato e diventa per la prima volta capocannoniere della Serie A. È la consacrazione.
Le sue prestazioni attirano l'attenzione internazionale e lo portano prima al Borussia Dortmund e successivamente al Siviglia. Esperienze che non producono gli stessi risultati ottenuti in Italia, ma contribuiscono alla crescita di un attaccante che troverà poco dopo la sua dimensione ideale.
La Lazio e gli anni che lo trasformano in leggenda
Nel 2016 Immobile arriva alla Lazio. È l'inizio del capitolo più importante della sua carriera.
Con la maglia biancoceleste diventa capitano, simbolo e soprattutto il miglior marcatore della storia del club. Chiuderà l'esperienza laziale con 207 gol in 340 presenze. Numeri che raccontano solo in parte il legame costruito con il popolo laziale.
Conquista per altre tre volte il titolo di capocannoniere della Serie A e vince con la Lazio una Coppa Italia e due Supercoppe italiane.
I 36 gol e la Scarpa d'Oro davanti ai giganti d'Europa
La stagione che consegna definitivamente Immobile alla storia arriva nel 2019-2020.
Segna 36 gol in Serie A, eguagliando il record di reti realizzate in una singola stagione del massimo campionato italiano.
Quel bottino gli permette di conquistare la Scarpa d'Oro europea, precedendo nella classifica dei bomber continentali campioni come Robert Lewandowski e Cristiano Ronaldo.
Per un ragazzo partito da Torre Annunziata è il punto più alto di un viaggio che sembrava quasi impossibile.
L'Europeo vinto con la Nazionale
Alla carriera nei club si aggiunge quella con la maglia azzurra. Immobile totalizza 57 presenze e 17 reti con la Nazionale maggiore e fa parte dell'Italia di Roberto Mancini che nell'estate del 2021 conquista Euro 2020, battendo l'Inghilterra nella finale di Wembley.
Nel torneo segna due reti e partecipa da protagonista al cammino che riporta l'Italia sul tetto d'Europa dopo 53 anni. Per un periodo indosserà anche la fascia di capitano della Nazionale.
Turchia, Bologna e l'ultimo capitolo a Parigi
Terminata nel 2024 la lunghissima storia d'amore con la Lazio, Immobile sceglie il Beşiktaş, aggiungendo un'altra esperienza internazionale alla propria carriera.
Successivamente torna in Italia con il Bologna, prima dell'ultima avventura con il Paris FC, raggiunto nel febbraio 2026. A Parigi arriva infine la decisione di chiudere.
350 gol e una carriera che parte da Torre Annunziata
Il dato finale fotografa la dimensione del calciatore: 350 gol in 656 partite considerando club e Nazionale.
Ma per Torre Annunziata la storia di Ciro Immobile significa qualcosa in più delle statistiche. È la storia di un ragazzo partito dalla città oplontina e arrivato a vincere la Scarpa d'Oro, a diventare il miglior realizzatore della storia della Lazio e a sollevare un Europeo con la maglia dell'Italia.
Da Pescara a Torino, da Dortmund a Siviglia, da Roma a Istanbul, Bologna e Parigi, Torre Annunziata è rimasta il punto dal quale tutto era cominciato.
Ora le scarpe da calcio vengono appese al chiodo. Restano 350 gol, i trofei, i record e diciassette anni di carriera. E resta soprattutto il percorso di un ragazzo di Torre Annunziata diventato uno dei centravanti italiani più prolifici della sua generazione.
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