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Femminicidio, Senato approva disegno di legge all'unanimità

Femminicidio, Senato approva disegno di legge all'unanimità
(2 minuti di lettura)
A cura di AdnKronos

Con 161 voti favorevoli, è stato approvato all'unanimità al Senato il disegno di legge sul femminicidio. Un via libera accolto con un applauso di tutta l'Aula. "Sono estremamente lieto di questo risultato che testimonia come sui temi importanti il Senato sappia esprimersi senza distinzioni di appartenenza. Grazie a tutti i senatori e le senatrici", ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa.  

Nella norma approvata si aggiunge il nuovo articolo 577-bis al Codice penale introducendo il reato di femminicidio. La legge reca una fattispecie specifica di omicidio, volta a sanzionare con la pena dell’ergastolo chiunque cagioni la morte di una donna, commettendo il fatto con atti di discriminazione o di odio verso la vittima in quanto donna, ovvero qualora il fatto di reato sia volto a reprimere l’esercizio dei diritti, delle libertà ovvero della personalità della donna. Il ddl passa ora alla Camera per l'approvazione definitiva.  

Di "un intervento di grande importanza perché viene finalmente riconosciuta la gravità della condotta di chi uccide una donna come atto di odio o discriminazione" parla la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia al Senato e relatore del ddl Femminicidio, che aggiunge: "È una presa di posizione nuova e forte contro chi considera le donne esseri inferiori. La Lega da anni è in prima linea nella battaglia contro la violenza sulle donne e ancora una volta ha dato un contributo essenziale a questo provvedimento. Naturalmente, auspico che ci sia una corretta e rigorosa applicazione delle nuove misure".  

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"Attenzione a usare la legge sul femmicidio come rassicurazione collettiva. Questo provvedimento non deve sollevare nessuno di noi da responsabilità e non può lavare coscienze. Perché una legge da sola non basta. Non fermeremo la furia cieca di chi considera una donna una proprietà. Non cambieremo quella cultura malata che confonde l'amore con il possesso, il rifiuto con l'affronto da lavare con il sangue. Per farlo bisogna agire anche su altri fronti. Serve un lavoro culturale e educativo, che nessuna norma potrà mai compiere senza l'impegno di tutti". Così la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato, Licia Ronzulli, intervenendo in aula durante le dichiarazioni di voto sul ddl sul femminicidio. 

"Dobbiamo rafforzare i centri antiviolenza, le reti di ascolto e protezione, rendere effettive e realmente operative le misure di allontanamento e divieti di avvicinamento, formare chi è chiamato a raccogliere le denunce, perché troppe volte le donne si sentono umiliate, non credute o abbandonate. Dobbiamo educare i giovani, fin dalla scuola primaria, al rispetto, alla parità, al rifiuto di ogni forma di controllo di violenza", ha concluso Ronzulli. 

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