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Alluvione in Nepal, tre gli italiani nella lista dei dispersi: verifiche della Farnesina

Alluvione in Nepal, tre gli italiani nella lista dei dispersi: verifiche della Farnesina

Almeno 353 morti e oltre 1.300 le persone irreperibili: tra questi 644 sono cittadini stranieri

(5 minuti di lettura)
A cura di AdnKronos

È di almeno 353 morti e oltre 600 dispersi il bilancio delle devastanti inondazioni che hanno colpito la zona di confine tra Nepal e Tibet. Lo ha riferito il sitodel Kathmandu Post, citando la polizia nepalese. Il numero delle vittime potrebbe tuttavia aumentare, mentre proseguono le ricerche delle centinaia di persone di cui non si hanno ancora notizie. Al momento risultano dispersi 540 stranieri e 127 nepalesi. Lo rendono noto le Autorità nepalesi. Complessivamente il numero dei dispersi si attesta a 667.

Risultano essere tre gli italiani ancora dispersi dopo la devastante alluvione che ha colpito il Nepal. Si tratta del 50enne Marco Ratto, orefice di Rapallo, e di una coppia italo-svizzera che era in viaggio dal Tibet verso il Nepal.

In precedenza l'Ente per il Turismo del Nepal, in un post su X, aveva indicato che due italiani - un uomo e una donna rispettivamente di 30 e 37 anni - figuravano tra i 27 cittadini stranieri soccorsi nel distretto di Rasuwa. Nell'elenco erano indicati anche due cittadini statunitensi e quattro sudcoreani.

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Finora, sono stati contattati circa 130 connazionali segnalati nell'area. Su indicazione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è stato disposto l'invio di personale a Kathmandu dall'Ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l'assistenza ai connazionali.Logo

Dispersi centinaia di turisti

L'Ente del Turismo del Nepal ha annunciato che, a più di 24 ore dalla devastante alluvione che ha colpito la regione al confine con la Cina, risultano ancora dispersi 644 stranieri, mentre complessivamente, tra i due Paesi, si contano oltre 1.300 dispersi. Tra i dispersi figurano 178 cittadini indiani, 65 statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi. Inoltre, si contano nove dispersi da Singapore, otto dalla Germania e otto dalla Russia.

L'Ente del Turismo di Kathmandu ha precisato che le autorità stanno lavorando per "verificare la posizione e la sicurezza di turisti e viaggiatori" nelle zone colpite dal disastro.

Il crollo del ghiacciaio e la devastante frana

A provocare la devastazione sarebbe stata una violenta frana, che ha ostruito il corso del fiume Bhote Koshi, causando un'enorme massa d'acqua che si è riversata a valle, dalla Cina verso il Nepal.

La ricostruzione dell'USGS contribuisce a chiarire la dinamica della tragedia. L'agenzia ha precisato che l'attività sismica inizialmente segnalata come terremoto "era in realtà il crollo di una massa glaciale" seguito da una colata detritica capace di riversarsi violentemente verso valle.

La massa d'acqua e detriti ha quindi travolto le aree lungo il corso del fiume Bhote Koshi, provocando devastanti inondazioni e distruggendo infrastrutture e villaggi nella regione di confine tra Nepal e Cina.

Filmati drammatici dalle zone colpite

Le immagini diffuse sui social media mostrano la violenza dell'evento: un enorme torrente d'acqua travolge la zona di confine tra Nepal e Cina e sommerge interi villaggi. Una colata di fango ha inoltre investito il valico di Gyirong, in territorio cinese.

Le operazioni di soccorso e ricerca continuano, ma l'elevato numero di dispersi fa temere che il bilancio delle vittime possa aggravarsi.

Allarme per nuova piena

È allarme per una nuova possibile piena in Nepal dopo la formazione di un lago naturale vicino al confine con il Tibet. Le autorità cinesi avvertono che il bacino, già in fase di tracimazione, presenta un alto rischio di cedimento nei prossimi tre giorni. Una sua eventuale rottura potrebbe provocare una nuova e improvvisa ondata d'acqua a valle, aggiungendo un ulteriore pericolo alla situazione già drammatica dopo le alluvioni di mercoledì.

Il lago, ricostruisce il Kathmandu Post, si è formato nei pressi della confluenza dei fiumi Chhochen Khola e Purepu Tsangpo, dove una grande quantità di materiale ha creato uno sbarramento naturale al corso dell'acqua. Secondo il ministero cinese delle Risorse idriche, stamane il bacino conteneva circa 2 milioni di metri cubi d'acqua ed è già in parte tracimato. Nei prossimi tre giorni sono attesi altri 3 milioni di metri cubi d'acqua, una quantità che potrebbe aumentare significativamente la pressione sullo sbarramento.

Le autorità cinesi hanno intensificato il monitoraggio del lago e stanno effettuando simulazioni idrologiche per valutare cosa potrebbe accadere in caso di cedimento e predisporre eventuali operazioni di emergenza. I fiumi Chhochen Khola e Purepu Tsangpo nascono in Tibet e si uniscono prima di entrare in Nepal, dove il corso d'acqua prende il nome di Bhotekoshi.

Premier Li Qiang arrivato a Gyirong per coordinare soccorsi

Il premier cinese Li Qiang è arrivato "con il sostegno del segretario generale Xi Jinping" nelle zone al confine tra Cina e Nepal colpite dalle devastanti inondazioni e frane, dove oltre 500 persone risultano ancora disperse. Lo riferiscono i media di Stato cinesi. Li si è recato nella località di Gyirong, in Tibet, per "coordinare le operazioni di emergenza e soccorso e incontrare i soccorritori e la popolazione colpita", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua.

Dalai Lama: "Pregate per tutte le vittime"

Il Dalai Lama, leader spirituale buddhista tibetano, prega e ha chiesto di pregare per tutte le vittime. "Prego per tutti coloro che hanno perso la vita ed esprimo la mia solidarietà e le mie sincere condoglianze a tutti coloro che sono in lutto e colpiti da questa tragedia", ha affermato il Dalai Lama in una dichiarazione, esprimendo la speranza che vengano prese misure per "impedire che simili disastri si ripetano".

 

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