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«Giovani a rischio che fare?», presentato il progetto della criminologa Venditto

«Giovani a rischio che fare?», presentato il progetto della criminologa Venditto

La proposta delle Arciconfraternite oplontine mira alla creazione di un Centro di sostegno minorile

(3 minuti di lettura)
A cura della Redazione

«Giovani a rischio: che fare?», è l’interessante dibattito che si è svolto mercoledì 17 giugno presso la Chiesa dello Spirito Santo a Torre Annunziata. Ad esporre il progetto, elaborato su specifica proposta delle Arciconfraternite oplontine e diretto alla creazione di un Centro di sostegno minorile (Csm) nelle aree di pertinenza delle Parrocchie dello Spirito Santo e dell’Immacolata Concezione, la dottoressa Olimpia Venditto, specialista in criminologia clinica.

Innanzitutto va detto – inizia Venditto – che il progetto è rivolto ai ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 16 anni che presentano particolari problemi di socializzazione e di integrazione sociale, difficoltà a rispettare le regole e le autorità o altri tipi di disagi.  Gli obiettivi del progetto – continua la dottoressa – sono quelli di incoraggiare e diffondere la cultura della legalità e del senso civico tra i ragazzi a rischio, per prevenire, disincentivare e contenere atti di devianza minorile.

Il progetto – ci tiene a sottolineare l’esperta - non è stato elaborato in maniera astratta, ma tenendo conto delle esigenze e delle carenze dei ragazzi, così come segnalate dai docenti del doposcuola».

Poi la Venditto è passata ad alcuni esempi concreti sul tipo di attività che il Centro offrirà ai ragazzi.

«Ci sarà un coinvolgimento  dei ragazzi nella riattazione di muri fatiscenti della parte storica della città; ci saranno incontri con esperti per spiegare ai ragazzi la tipologia di atti di devianza minorile e i motivi che possono spingere un giovane a commetterli; una rassegna cinematografica, con film che trattano temi adatti agli adolescenti, con la previsione di un dibattito alla fine di ogni film; incontri di informazione e sensibilizzazione su temi sociali e campagne sociali. Infine si praticherà sport a squadre; ci saranno corsi di musica, di lingua italiana, inglese ed informatica.

Il progetto, se realizzato – conclude Venditto –  non avrà alcuna intenzione salvifica. Il suo spirito sarà solo quello di dare a ciascun ragazzo un’opportunità, sia mostrandogli modelli di vita diversi ed alternativi a quello tipico in cui vive, sia insegnandogli che ciascuno  ha diritto di autodeterminarsi, con facoltà di scegliere liberamente ed in piena autonomia la via da seguire, pianificando il proprio futuro». 

All’incontro-dibattito erano presenti anche il Presidente del Tribunale oplontino, Oscar Bobbio; il responsabile delle Arciconfraternite della Curia Vescovile di Napoli, mons. Raffaele Ponte, il quale ha sottolineato che questo progetto rappresenta una sfida perché diverso dalle altre attività svolte dalle Arciconfraternite; il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, Francesco Vittorio Natale De Tommasi, secondo il quale mai come in questo caso la prevenzione è un elemento importantissimo perché bisogna inculcare ai ragazzi che le leggi vanno osservate anche se non si condividono;  l’esperto in diritto minorile Mario Covelli; la dirigente dell’Istituto scolastico “Alfieri”, Annunziata Martire, che ha sottolineato come ai giorni d’oggi il disagio più che dei giovani è degli adulti; il dott. Gianpiero Nitrato Izzo, presidente del Rotary Club Pompei Oplonti Vesuvio Est, che, parlando di prevenzione, ha illustrato il progetto del sodalizio da lui presieduto consistente nelle cosiddette “Domeniche della salute”, con visite periodiche da parte di specialisti offerte alla cittadinanza.

(Nella foto, da sinistra: Don Pasquale Paduano, Monsignor Raffaele Ponte e il Presidente del Tribunale di Torre Annunziata, dott. Oscar Bobbio)

 

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