A cura di Domenico Gagliardi

«La camorra diventerà archeologia del passato. Il presente e il futuro saranno rappresentati dallo sviluppo, dal lavoro e dalla crescita culturale. I clan camorristici saranno seppelliti e diventeranno reperti archeologici».

Il sindaco di Torre Annunziata, Giosuè Starita, parla durante la prima seduta dell'Osservatorio comunale sulla Legalità, insediatosi lunedì 4 aprile.

Accanto a lui c'è Carmela Sermino, vedova di Giuseppe Veropalumbo, designata dal primo cittadino quale presidente del neonato Organismo (la cui istituzione risale, però, al 2014 con una delibera di Consiglio comunale che recepì la proposta della giunta e, nel 2015, approvò il relativo regolamento sempre su iniziativa dell'esecutivo).

Oltre a Carmela, ne fanno parte l'assessore alla Legalità Fausta Cirillo, i consiglieri comunali Lello Ricciardi e Rocco Manzo per la maggioranza, Ciro Portoghese per l'opposizione, i dirigenti scolastici Gennaro Cirillo (II Circolo "G. Siani), Felicio Izzo (Liceo "de Chirico") e Concetta Cimmino (Istituto Comprensivo "G. Leopardi), Amleto Frosi, presidente Alilacco-Casa della Solidarietà (che però ha annunciato le sue dimissioni dopo una vivace discussione con Michele Del Gaudio, leggi qui), in rappresentanza dei commercianti Angelo Casillo (Confcommercio),Giacomo Borriello (Confesercenti) e Vincenzo Termolino (Associazione Commercianti Torre Annunziata), Gennaro Torrese, presidente dell'Ordine degli Avvocati del Foro oplontino, mons. Raffaele Russo, parroco rettore della Basilica di Maria SS. della Neve, e Michele Del Gaudio, referente cittadino di Libera.

«E' un organismo non previsto dalla normativa - spiega Starita - ma che abbiamo deciso di creare perché può aiutare le Istituzioni nella diffusione della legalità, grazie alla presenza al suo interno di personalità della società civile proveniennti da esperienze diverse. Il suo obiettivo è quello di prevenire i fenomeni delittuosi ed implemetare e rafforzare quel senso di comunità utile ad affrontare le difficoltà del territorio. Sarà da impulso all'azione amministrativa, un ulteriore elemento di stimolo. Si caratterizzerà per la sua concretezza. La scelta di Carmela come presidente è dettata dal fatto che lei ha interpretato la tragedia immane di cui è stata vittima come un evento di positività. Il suo quotidiano impegno straordinario nel diffondere la cultura della legalità sarà utile anche a noi. Era giusto riconoscerle questo ruolo. L'Osservatorio - prosegue Starita - rappresenta un ulteriore step nella lotta alla criminalità organizzata che abbiamo inaugurato con lo sgombero di Palazzo Fienga, delle case occupate abusivamente, anche dai boss della camorra, e con l'adozione, in sinergia con Libera, della road map anticamorra. La città deve scrollarsi di dosso l'appellativo di "città della camorra" e diventare la città degli "Ori" (riferendosi alla Mostra in corso a Palazzo Criscuolo, ndr). Diciamo basta all'oblio sociale che ci ha pervaso in questi anni».

«Ho accettato perché non voglio che quanto accaduto a me possa succedere ad altri - esordisce Carmela, visibilmente emozionata, ricordando la drammatica morte del marito, ucciso il 31 dicembre 2007 da un proiettile vagante espòloso per "festeggiare" il Capodanno -. Il mio impegno sarà quello di coinvolgere anche i cittadini attraverso assempblee pubbliche nei quartieri della città. E' un incarico gravoso quello affidatomi, ma sono convinta che possiamo fare grandi cose per riprenderci la città e diffondere la cultura, la coscienza e la giustizia civile. Biosgna necessariamente far capire - conclude Sermino -, soprattutto nelle scuole, che con l'illegalità non si va da nessuna parte. Lo faccio perché ci credo».

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