A cura di Antonio Gagliardi

La Fiom Cgil sezione di Bari ha un nuovo segretario generale: Ciro D'Alessio, 39 anni di Torre Annunziata, eletto all'unanimità dai delegati.

D’Alessio, diploma di perito elettrotecnico conseguito all’ITI Marconi della cittadina oplontina, nel 2005 viene assunto alla Fiat, nello stabilimento di Pomigliano d'Arco e, iscritto alla Fiom, inizia la sua attività di sindacalista.

Sono gli anni della lotta contro le discriminazioni della casa torinese nei riguardi degli iscritti e dei delegati. Nel 2016 entra nell'organico della Fiom di Reggio Emilia, dove segue una serie di aziende, prevalentemente del settore dell'oleodinamica, tra le quali Bosch, Ognibene, Danfoss e Cobo. Ed è qui che conosce Maurizio Landini, attuale segretario della CGIL, diventando un suo fedelissimo.

«Oggi non mi sento di dire che imbocco una nuova strada, oggi non comincia una nuova storia – afferma D’Alessio davanti alla platea dei delegati -. Oggi cambiano i compagni di viaggio con cui condividere gioie e dolori quotidiani, ma la strada è sempre la stessa lungo la quale ci incamminammo anni fa, quando decidemmo di non chinare la testa dinanzi al "padrone". Lungo quella strada rincontrerò tutte quelle compagne e tutti quei compagni che oggi in tutti i modi possibili mi hanno fatto sentire forte il loro affetto. Ed è a loro che va il mio commosso ringraziamento».

Conosco Ciro da quando era piccolo. Figlio di un mio caro amico, Attilio, ha vissuto nella sua ancor giovane età due grossi drammi familiari, la morte prematura del papà, prima, e della sorella Rosanna, appena sedicenne, poi. Ben presto si è trovato di fronte a grosse responsabilità, essendo l’unico figlio rimasto accanto alla mamma Anna. Un ragazzo cresciuto in fretta, con sani principi e con la voglia di combattere contro tutte le ingiustizie. Giovanissimo è andato a lavorare alla Fiat di Pomigliano e lì ha incominciato la sua battaglia a favore dei lavoratori. Ricordo ancora le nostre lunghe discussioni, io politico lui sindacalista, sui problemi di Torre Annunziata. E’ anche grazie a lui se oggi tantissimi giovani si sono affacciati al mondo del lavoro alternandosi per tre mesi a lavorare presso la società Prima Vera. Un giovane tosto, caparbio, determinato, onesto, che parla ma lascia anche parlare. Si vedeva da subito che si sarebbe affermato nel mondo sindacale. Duro e tenero allo stesso tempo. Duro nelle vertenze sindacali con i dirigente societari, tenero con la figlioletta Gioia di quasi due anni che ama pazzamente e che porta a spasso nel passeggino quando torna in città, dove risiede con la moglie Mariarosaria.

Un grosso augurio a Ciro per questo nuovo, impegnativo incarico, con la certezza che questa sarà solo una tappa di una carriera che gli riserverà in futuro ancora tantissime soddisfazioni.