A cura di Antonio Gagliardi

Covid Hospital di Boscotrecase, un presidio ospedaliero in prima linea per la cura dei pazienti affetti da coronavirus.

Da un giorno all’altro, domenica 15 marzo, i vertici dell’Asl Napoli 3 Sud dispongono la chiusura del pronto soccorso decidendo di trasformare l’ospedale in un Covid Center a causa del diffondersi dell’epidemia da coronavirus.

Una decisione che coglie di sorpresa gli stessi operatori sanitari, medici ed infermieri, che devono adattarsi in poco tempo alla nuova mission dell’ospedale nel pieno di un’emergenza sanitaria.

Tra mille difficoltà, viene allestito in poco tempo un reparto di terapia intensiva e rianimazione nel blocco operatorio dell’ospedale e affidata la direzione al prof. Emilio Di Caterino.

«L’equipe medica è formata da tre rianimatori – spiega il primario -. Attualmente disponiamo di 9 posti letto di cui 6 occupati da pazienti intubati. Finora ne sono stati stubati 3 e due lo saranno nelle prossime ore. Per costoro ci sarà un nuovo percorso terapeutico con l’uso di apparecchiature elettromedicali nel reparto di terapia sub-intensiva. I nostri pazienti sono per la maggior parte anziani con patologie correlate, ma non mancano pazienti più giovani. Per tutti viene applicato il protocollo  seguito dalla maggior parte degli ospedali Covid d’Italia, ossia la cura con il farmaco anti artite Tocilizumab, che sta dando apprezzabili risultati in gran parte dei pazienti trattati. La nostra è una dura battaglia contro un nemico subdolo – conclude il prof. Di Caterino –, ma ce la stiamo mettendo tutta per salvare quante più vite umane possibili».

Oltre  ai tre rianimatori, nel reparto di terapia intensiva operano una trentina di infermieri, tra cui anche quelli dell’Utic (Unità di terapia intensiva coronarica), coordinati dall’infermiere Aniello Gallo. «Nessuno di noi, o quasi, aveva esperienza nel campo della rianimazione – afferma Gallo – . Abbiamo dovuto apprendere tutto in fretta, dalla vestizione all’uso dei respiratori polmonari. Ma è sorprendete l’abnegazione e l’impegno con cui il personale ha intrapreso questo nuova mission. Vedo tutti concentrati a svolgere diligentemente il nuovo compito assegnato, nonostante dietro l’angolo ci sia sempre il pericolo di un possibile contagio. Ma in questo momento nessuno ci pensa, siamo tutti concentrati a fornire la migliore assistenza possibile ai nostri pazienti».

Oltre al reparto di terapia intensiva, c’è quello di sub-intensiva, con 6 posti letto e allocato nell’ex reparto di cardiologia, e quello per malati di Covid che non hanno  bisogno di apparecchiature elettromedicali, dislocato nell’ex reparto di medicina generale dell’ospedale. In tutto una quarantina di posti. Ma è in allestimento un nuovo reparto di terapia intensiva, con 12 posti letto, il quale oltre a garantire una maggiore disponibilità di ricoveri, sarà da supporto al presidio ospedaliero quando l’emergenza sarà finita.

Intanto si susseguono gli attestati di stima e di riconoscenza nei confronti di medici e infermieri del Covid Hospital di Boscotrecase attraverso donazioni da parte di imprenditori ed associazioni.

Ma ricordiamoci di loro quando tutto questo sarà passato. «Si ricordino di loro – ha scritto l’antropologo e scrittore Marco Aime - i politici e coloro che hanno sempre sottovalutato il loro impegno, riconoscendo agli operatori sanitari stipendi vergognosi, fornendo loro materiali scadenti e strutture non sempre all’altezza. Questo è il vero modo per ringraziarli».