A cura di Felice Cacace

Continuano l'appuntamento con l'avvocato Felice Cacace, oggi novantenne, con le "Piccole storie" . Nell'articolo di oggi ci parla di come si difendeva la popolazione dalle incursioni aeree durante la seconda guerra mondiale:

In tempo di Coronavirus è stato imposto l’obbligo di osservare una serie di comportamenti precauzionali per difenderci dalla pandemia.

Vale la pena qui di fare una breve descrizione delle misure poste in atto a difesa della popolazione civile durante il periodo di guerra.

La costruzione dei famosi “ricoveri

Ogni palazzo che fosse fornito di scantinati (ed erano quasi tutti) doveva attrezzarsi, credo con contributi statali o addirittura a cura e spese dello Stato, piazzando tra il suolo di calpestio ed il soffitto dello scantinato robusti pali di legno che, a mò di pilastri, sostenevano “tavole di ponte” sistemate longitudinalmente sotto le volte. Gli scantinati dovevano essere muniti di doppio ingresso (come via di fuga), quindi, quelli che non l’avevano dovevano crearselo.

Muri parascheggie

Davanti agli ingressi venivano elevati dei muri, generalmente di pietra vesuviana e malta, molto spessi, che venivano detti “paraschegge”, nome indicativo della funzione che avrebbero dovuto svolgere. Per i palazzi privi di scantinati, venivano attrezzati con lo stesso sistema gli androni d’accesso. L’ingresso sulla strada veniva chiuso mediante la costruzione di un muro dalle caratteristiche sopra descritte, nel quale veniva lasciato uno stretto passaggio pedonale. Analogo muro veniva eretto, su pianta ad angolo retto, di cui uno dei lati era appoggiato al precedente, mentre l’altro lato era parallelo all’asse stradale, a protezione del vano d’ingresso. Dubito fortemente che queste opere potessero ben proteggere la popolazione di fronte ad incursioni massicce; tuttavia, in occasione di blandi attacchi servirono veramente. Ma, soprattutto, servivano a dare l’illusione di una certa sicurezza, nelle lunghe notti in cui, svegliata dalle sirene d’allarme, la gente, portando con sé la borsa delle poche cose più preziose, i bambini in braccio, vi si affollava. E poi si chiacchierava; e quando gli spari della contraerea si facevano più frequenti o qualche esplosione si avvertiva, allora si pregava, e qualcuno piangeva ed altri tremavano di paura. Ma i bambini, nella loro beata (e provvidenziale) incoscienza, giocavano a nascondino od altro.

Comportamenti a scuola

A scuola, c’istruivano circa i comportamenti da tenere durante le incursioni aeree: innanzitutto, tenere i vestiti sempre in ordine, pronti ad essere indossati; i lacci delle scarpe ben sciolti, affinché quelle potessero essere infilate rapidamente; mantenersi lontani da finestre, balconi ed in genere da qualunque apertura munita di vetri; tenere aperti i battenti delle finestre e dei balconi ed in ogni caso, non mettersi mai dietro una porta chiusa (quest’ultimo avvertimento, probabilmente mi salvò la vita, come narrerò più avanti); qualora non si potesse scappare in un ricovero, non stare mai al centro del pavimento, ma situarsi sotto archi o architravi…