A cura di Antonio Gagliardi

Avrebbe compiuto 18 anni ieri Francesca Guida, la ragazza che ha perso la vita insieme alla sua famiglia, padre, madre e fratellino, quel maledetto giorno del 7 luglio 2017, dopo il crollo del palazzo di Rampa Nunziante a Torre Annunziata, in cui rimasero sepolte otto persone.

Nel giorno del suo compleanno, parenti ed amici hanno voluto ricordarla ponendo sotto il palazzo due striscioni. In uno è lei che parla: “Oggi per i miei 18 anni potevo chiedere tutto e soprattutto realizzare i miei sogni… Invece, oggi chiedo giustizia fino in fondo”.

Nell’altro è raffigurata tutta la famiglia Guida: il papà Pasquale, la mamma Anna Duraccio, il fratellino Salvatore e lei, Francesca. Sotto la data di quella immane tragedia: 7.7.2017.  

Conoscevo personalmente la famiglia Guida. Pasquale e Anna erano più che amici. A quest’ultima mi legava anche un rapporto di parentela. Ricordo di averli incontrati qualche giorno prima del crollo. Francesca era raggiante perché era stata ammessa alla prima classe del Liceo Sportivo “Pitagora-Croce”. Una ragazza con molteplici interessi, campionessa in erba di karate. Pasquale, grande lavoratore, sempre sorridente nonostante i suoi problemi lavorativi. Anna era di una dolcezza infinita. Sia il piccolo Salvatore che Francesca erano attaccatissimi ai nonni. “Dalle tre alle quattro volte a settimana Francesca dormiva a casa mia – racconta la nonna Lena -. Quel giorno non volle rimanere perché la mattina dopo si doveva incontrare con le amiche. Fosse rimasta…”.  

E’ il cruccio maggiore di una donna distrutta dal dolore, a 4 anni da quel tragico giorno. Due famiglie, quella di Pasquale e di Anna, che sperano solo che la giustizia faccia il suo corso e che i responsabili di tale tragico evento possano rispondere delle loro azioni davanti alla legge.