C’è una Torre Annunziata che non aspetta le istituzioni, ma prova ogni giorno a costruire dal basso occasioni di socialità, cultura, aggregazione e cura degli spazi comuni. È la città delle parrocchie, dei volontari, delle associazioni, delle scuole e dei comitati di quartiere.
A richiamare l’attenzione su questa realtà è il senatore Orfeo Mazzella, che in un post pubblicato sui social dopo le iniziative organizzate in occasione dei festeggiamenti della Madonna della Neve ha voluto mettere insieme alcune delle esperienze che negli ultimi mesi stanno contribuendo a tenere vivo il tessuto sociale cittadino.
Una riflessione che arriva anche dopo le tre serate del Porto Food Fest, organizzate sul molo Crocelle in occasione delle celebrazioni del 5 agosto, che hanno richiamato migliaia di persone.
«C’è una Torre Annunziata che non aspetta nessuno – scrive Mazzella –. Che si organizza, si rimbocca le maniche e costruisce, giorno dopo giorno, il bene comune».
Le parrocchie come presidi di comunità
Il senatore parte dal lavoro svolto dalle realtà ecclesiali presenti nei diversi quartieri della città.
Tra gli esempi cita don Ciro Alario e la parrocchia dello Spirito Santo, protagonisti dell’organizzazione della Festa del Carmine, con il triduo religioso, la celebrazione presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe, la processione e le serate che hanno animato il Vallone e la Provolera.
Mazzella ricorda poi la comunità di San Michele Arcangelo a Rovigliano, i Salesiani con il Farina Fest e don Paolino Franzese con la Basilica pontificia Ave Gratia Plena, protagonista dei festeggiamenti della Madonna della Neve e del Porto Food Fest.
Eventi che, secondo il parlamentare, vanno ben oltre il semplice intrattenimento.
«Non sono semplici feste: sono presidi di comunità, fari mai spenti in una città che soffre da troppo tempo».
La Provolera e l’impegno dei cittadini
Un altro esempio arriva dal quartiere Provolera, dove Mazzella richiama l’attività portata avanti dalla presidente Rosaria Langella insieme ai suoi collaboratori.
Dal progetto Ribello alla Tourist Map, passando per le iniziative dedicate ai bambini e realizzate insieme a volontari e associazioni, fino ad “Arte nei Vicoli della Provolera”.
In quest’ultimo caso protagonisti sono stati anche gli studenti: le ceramiche realizzate dagli alunni del De Chirico, guidati dal professor Aurelio Talpa, sono state installate nei vicoli grazie anche alle risorse ricavate dalle shopper create dalle studentesse del Marconi.
Un intreccio tra scuola, territorio e partecipazione che dimostra come anche piccoli interventi possano contribuire a restituire identità e decoro a un quartiere.
Dieci nuovi alberi in piazza Cesareo
Mazzella richiama anche l’esperienza dell’ABC – Associazione Benessere Collettivo, i cui volontari hanno piantato dieci nuovi alberi in piazza Ernesto Cesareo, tra cui una palma donata alla chiesa di Santa Teresa.
Un gesto apparentemente semplice, ma che assume un significato più ampio. «Il verde urbano è salute, qualità della vita e rispetto degli spazi comuni», sottolinea il senatore.
Particolarmente simbolica, nel suo racconto, è l’immagine di un bambino, Carlo, impegnato con le mani nella terra durante la messa a dimora degli alberi. Per Mazzella è proprio da qui che bisogna partire: educare le nuove generazioni alla cura della città, facendo comprendere che ciò che è pubblico appartiene a tutti e non a nessuno.
«Senza queste realtà, la città sarebbe stata vuota e buia»
Il passaggio più politico riguarda inevitabilmente la difficile storia amministrativa recente di Torre Annunziata.
Secondo Mazzella, mentre le istituzioni locali hanno attraversato crisi gravissime fino agli scioglimenti del Consiglio comunale, una parte della società civile non ha mai smesso di lavorare. «Parroci, comitati di quartiere, scuole, associazioni e volontari non hanno mai smesso di prendersi cura di Torre Annunziata. Senza di loro questa estate la città sarebbe stata vuota e buia».
Una considerazione che pone anche una questione più generale: quanto possono realmente fare le istituzioni senza la partecipazione diretta dei cittadini?
Il cambiamento non può essere delegato
È forse questo il punto centrale della riflessione.
I cittadini hanno certamente il diritto di pretendere amministrazioni efficienti, trasparenti e capaci di programmare il futuro. Ma allo stesso tempo una città non può rinascere se ogni responsabilità viene delegata al Comune, alla politica o alle istituzioni.
Il rispetto di una piazza, la cura di un'aiuola, l'organizzazione di un'iniziativa nel quartiere, l'attenzione per i bambini, la valorizzazione di un vicolo o semplicemente la partecipazione a un evento sono tutte forme, piccole o grandi, di cittadinanza attiva.
Ed è proprio su questo terreno che Mazzella individua una possibile strada per il futuro. «La rinascita non arriverà dall’alto. Nasce già ora sui sagrati delle chiese, nei vicoli della Provolera, nella terra di piazza Cesareo, nelle mani dei nostri ragazzi. Il nostro compito è sostenerla e moltiplicarla. Anche solo con una presenza».
Una frase che riassume il senso del messaggio: Torre Annunziata ha bisogno di buone istituzioni, ma anche di cittadini che decidano di essere protagonisti, e non semplici spettatori, del cambiamento.
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