Il fiume Sarno diventa una priorità strategica della Regione Campania. Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione condivisa da maggioranza e opposizione per accelerare il risanamento ambientale e la messa in sicurezza dell'intero bacino idrografico.
Il voto è arrivato ieri, 1° ottobre, al termine della seduta straordinaria monotematica richiesta dalla minoranza e dedicata allo stato degli interventi, alla sicurezza e alle strategie per il futuro del corso d'acqua. Il documento chiede che le risorse già disponibili vengano trasformate in «tempi certi, opere realizzate e risultati concretamente verificabili».
Un piano da circa 407 milioni di euro
Il punto di partenza è l'accordo quadro quadriennale da circa 407 milioni di euro, articolato in sette lotti e già messo a gara dalla Regione.
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Gli interventi riguardano diversi fronti: dragaggio del Sarno, sicurezza idraulica, manutenzione del bacino, vasche di esondazione e laminazione, completamento della rete fognaria e depurativa e sorveglianza degli scarichi industriali.
Particolare importanza riveste il tratto terminale del fiume, che interessa direttamente Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Pompei e Scafati. Per il lotto compreso tra la foce e la traversa di Scafati è previsto un intervento stimato in 62,4 milioni di euro, che comprende la rimozione del cosiddetto “tappo di foce”, il dragaggio dei sedimenti e il consolidamento delle sponde.
Restano nove scarichi fognari da eliminare
Uno degli obiettivi indicati dalla risoluzione è il completamento del programma fognario-depurativo avviato nel 2020.
Secondo i dati illustrati dal vicepresidente della Regione Mario Casillo, dei 113 punti di scarico censiti dieci anni fa 104 sono stati chiusi e ne restano nove, localizzati prevalentemente nel territorio di Scafati. Gli interventi realizzati avrebbero consentito di collettare e depurare i reflui di oltre 360mila abitanti.
Resta però il problema degli sversamenti abusivi e industriali, che la Regione punta a contrastare attraverso un sistema di sorveglianza ambientale dell'intero bacino e il monitoraggio strumentale degli scarichi classificati in base al rischio.
Una relazione ogni sei mesi sullo stato dei lavori
La risoluzione introduce anche un meccanismo di verifica. Alla Commissione regionale Ambiente, Energia e Protezione civile dovrà essere trasmessa almeno ogni sei mesi una relazione sullo stato degli interventi.
Il documento dovrà indicare progetti avviati, lavori affidati e conclusi, avanzamento delle opere, dragaggio, situazione delle vasche di laminazione e attivazione del sistema di sorveglianza ambientale. La Regione dovrà inoltre garantire trasparenza sull'andamento dei programmi e ricercare eventuali ulteriori finanziamenti.
Manfredi: «Grande sintesi tra le forze politiche»
Il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi ha espresso soddisfazione per il voto unanime, sottolineando la convergenza raggiunta tra maggioranza e opposizione su una questione che riguarda ambiente, sicurezza, vivibilità e sviluppo economico.
«La realizzazione del Grande Progetto Fiume Sarno sarà oggetto di un monitoraggio costante e di una forte sinergia con il territorio e con le amministrazioni locali», ha affermato Manfredi.
Il presidente della Regione Roberto Fico ha ribadito che il Sarno rappresenta una priorità per la Giunta e ha annunciato particolare fermezza contro gli sversamenti illeciti, rivendicando al tempo stesso la continuità con il lavoro avviato dalla precedente amministrazione regionale.
Il voto bipartisan rappresenta dunque un passaggio politico significativo. La sfida adesso si sposta dai documenti ai cantieri e ai controlli: completare le fognature, eliminare gli scarichi residui e quelli abusivi, dragare il fiume e ridurre il rischio di allagamenti in un bacino che interessa centinaia di migliaia di cittadini.


