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Maxi inchiesta della Procura di Salerno su materiale pedopornografico diffuso in Rete

Maxi inchiesta della Procura di Salerno su materiale pedopornografico diffuso in Rete

Smantellato l'archivio "La Bibbia", il più grande in Italia

Aggiornato il (2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Materiale pedopornografico, maxi inchiesta della Procura di Salerno. Gli agenti della Polizia Postale hanno eseguito trentasette decreti di perquisizioni personale, domiciliare e informatica nei confronti di diversi soggetti su tutto il territorio nazionale. Sequestrate inoltre conversazioni effettuate attraverso un noto sito internet. Le perquisizioni sono state effettuate in ben quattordici regioni, tra cui la Campania.

La Polizia Postale era da tempo sulle tracce degli ideatori dell'archivio informatico contenenete foto e video pedopornografici, denominato "La Bibbia".

Cinquanta circa le persone coinvolte nell'inchiesta, che si scambiavano il materiale attraverso chat private, arricchendo così l'archivio costituito principalmente da migliaia di immagini e video di donne, in prevalenza adolescenti, che si mostrano nude e in pose provocanti. Le foto venivano anche acquisite attraverso Instagram. In ogni caso, tutto il materiale era attentamente catalogato. C'erano così le sezioni "Bagasce senza nome", "Le instacagne", "Non sapevo che fossi minorenne". In alcuni casi venivano anche riportati i dati identificativi del soggetto che suo malgrado finiva nell'archivio (nome, cognome, finanche il numero di telefono).

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La Polizia è riuscita a ricostruire l'apporto all'archivio fornito da ciascuno dei partecipanti alle chat. C'era così chi pubblicava le foto dell'ex fidanzata, chi quelle della sorella minore di 12 anni, chi si occupava delle immagini estrapolate da telefonini e computer (a farlo era un indagato che lavorava in un centro di assistenza), chi si appropriava delle foto di minorenni dai profili pubblici sui social.

Gli inquirenti considerano "La Bibbia" - giunto ormai alla versione 5.0 - il più grande archivio informatico pedopornografico e pornografico esistente in Italia (sia nel dark web che in quello in chiaro).

Trentatre le persone denunciate per i reati di detenzione di materiale pedopornografico. Due invece sono state arrestate in flagranza per lo stesso motivo. Una quella in manette per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope. Sequestrati infine centinaia di supporti informatici contenenti migliaia di files che saranno sottoposti ad analisi tecniche.

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