Nella mattinata odierna, a Massa Lubrense (Napoli), frazione Nerano, i Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti del complesso turistico-ricettivo denominato “Quattro Passi”, ristorante noto a livello internazionale e insignito di tre stelle Michelin.
Il provvedimento scaturisce da un’attività di indagine condotta dall’Aliquota Operativa del N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Sorrento, avviata nel luglio 2025 e coordinata dalla Procura oplontina. Agli indagati vengono contestati gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio (art. 44 D.P.R. 380/2001).
Secondo quanto accertato nel corso delle investigazioni, anche mediante consulenza tecnica disposta dalla Procura, gli indagati avrebbero realizzato, dal 1982 all’ottobre 2025, un complesso immobiliare di grandi dimensioni destinato ad attività di ristorazione e servizi accessori, in assenza di titoli edilizi legittimi, in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici.
Le indagini hanno inoltre evidenziato che l’attività edilizia abusiva si sarebbe protratta nel tempo anche in ragione della condotta ritenuta quantomeno negligente del Comune di Massa Lubrense, che avrebbe rilasciato provvedimenti di condono ritenuti illegittimi, in quanto affetti da gravi irregolarità e concessi in assenza dei presupposti di legge. Gli immobili, nel frattempo, sarebbero stati oggetto di ulteriori modifiche abusive, come riscontrato dai controlli della Polizia Municipale.
Nel decreto di sequestro, il GIP rileva che le concessioni edilizie in sanatoria risultano originariamente illegittime, sia per il superamento dei limiti volumetrici tramite artificioso frazionamento delle istanze, sia per la perdita dei requisiti di condonabilità a seguito di successive trasformazioni abusive. Le istanze relative al terzo condono edilizio sono state ritenute giuridicamente improcedibili, trattandosi di opere realizzate in area sottoposta a inedificabilità assoluta.
Secondo il giudice, l’intero compendio immobiliare deve qualificarsi come il risultato di un’attività edificatoria illecita continuata e permanente, con conseguente compromissione dell’assetto urbanistico, paesaggistico e ambientale dei luoghi.
Il provvedimento è stato eseguito nella giornata di oggi, 30 gennaio 2026.
