A cura della Redazione

Nella giornata di ieri, venerdì 20 febbraio, i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per un importo complessivo pari a 2.720.017,80 euro, emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Il provvedimento riguarda un imprenditore stabiese (A.G.), indagato per il reato di ricettazione.

Il sequestro, eseguito dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza presso la Procura oplontina, rappresenta l’epilogo di ulteriori approfondimenti investigativi scaturiti da una precedente perquisizione domiciliare. Quest’ultima era stata effettuata nell’ambito dell’esecuzione, da parte della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per altro reato.

Nel corso della perquisizione, i militari avevano rinvenuto, occultata in un’intercapedine dell’armadio dell’indagato, la somma in contanti di 2.720.017,80 euro. Il denaro, confezionato in mazzette secondo modalità ritenute inusuali rispetto al circuito lecito degli affari, era stato inizialmente sottoposto a sequestro penale.

A fronte del ritrovamento, l’imprenditore avrebbe tentato di giustificare il possesso della somma sostenendo che si trattasse, da un lato, di proventi derivanti da evasione fiscale e, dall’altro, di risparmi personali. Tuttavia, le indagini successive avrebbero escluso la plausibilità di tale ricostruzione, evidenziando l’assenza di prove certe circa l’ammontare dell’asserito illecito fiscale e la sua riferibilità alla persona fisica dell’imprenditore o alle numerose società a lui riconducibili.

Gli accertamenti avrebbero inoltre fatto emergere elementi significativi in ordine alla provenienza delittuosa delle somme, tra cui le modalità di occultamento del denaro e l’esistenza di contatti dell’imprenditore con esponenti della criminalità.

Alla luce di tali risultanze investigative, la condotta è stata qualificata in termini di ricettazione, con conseguente emissione del decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria.

Va inoltre evidenziato che, con provvedimento del 2 aprile 2025, il Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione – aveva già disposto la confisca di prevenzione della medesima somma. Il sequestro penale ora eseguito si aggiunge dunque alla misura patrimoniale già adottata e dovrà essere annotato quale ulteriore vincolo ai sensi dell’articolo 30 del D.Lgs. 159/2011.