Cominciano ad arrivare le prime ammissioni di responsabilità nell'inchiesta sulla violenta rissa sfociata in un tentato omicidio che, nella notte tra il 30 e il 31 maggio, ha sconvolto il centro di Torre del Greco. Davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, alcuni dei giovani arrestati nei giorni scorsi hanno deciso di collaborare, riconoscendo il proprio coinvolgimento nei fatti e manifestando pentimento per quanto accaduto.
L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha portato all'esecuzione di sette misure cautelari: sei persone sono finite in carcere, mentre la vittima dell'accoltellamento, un artigiano del corallo di 39 anni, è stata posta agli arresti domiciliari con l'accusa di aver preso parte alla rissa e di aver innescato la fase più violenta dello scontro.
Una notte di violenza nel cuore della movida
L'aggressione si consumò in via Vittorio Veneto, una delle strade più frequentate della movida torrese. Secondo la ricostruzione degli investigatori, una lite scoppiata per futili motivi sarebbe rapidamente degenerata in una violenta spedizione punitiva. Il 39enne venne raggiunto da oltre quindici coltellate, alcune al torace e al collo, riportando ferite gravissime che resero necessario un intervento chirurgico d'urgenza prima all'ospedale Maresca e successivamente all'Ospedale del Mare di Napoli.
Le indagini dei carabinieri
Determinante, ai fini dell'inchiesta, è stato il lavoro dei carabinieri della Compagnia di Torre del Greco, che hanno ricostruito ogni fase della rissa grazie all'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, dei filmati registrati da alcuni presenti e delle testimonianze raccolte nelle settimane successive ai fatti. Gli elementi acquisiti hanno consentito agli investigatori di individuare i partecipanti e di attribuire a ciascuno il ruolo avuto durante l'aggressione.
Le prime ammissioni davanti al giudice
Nel corso degli interrogatori di garanzia, alcuni degli indagati avrebbero ammesso le proprie responsabilità, chiedendo scusa per quanto accaduto. Un atteggiamento che potrebbe essere valutato nel prosieguo del procedimento, ma che non modifica il quadro accusatorio delineato dalla Procura, che contesta, a vario titolo, i reati di rissa aggravata e tentato omicidio aggravato dai futili motivi.
L'inchiesta va avanti
Gli interrogatori proseguiranno anche nei prossimi giorni e serviranno a chiarire ulteriormente le responsabilità dei singoli indagati. La vicenda continua a suscitare forte impressione a Torre del Greco, dove quella notte di fine maggio trasformò una serata di divertimento in un drammatico episodio di violenza che riaccese il dibattito sulla sicurezza nelle aree della movida.


