Per anni le piazze di spaccio sono state raccontate osservando soprattutto chi vende: il pusher, la vedetta, le dosi nascoste nei muri o nei vani contatori, le moto utilizzate per le consegne, il denaro, gli arresti e i sequestri.
Ma dall’altra parte c’è qualcuno senza il quale questo sistema non potrebbe esistere: il cliente.
Ed è proprio seguendo il consumatore che i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno provato a tracciare una nuova geografia della droga a Napoli e provincia. Una mappa nella quale non contano più soltanto i quartieri controllati dalla criminalità, ma entrano in gioco prezzo, qualità percepita, distanza, disponibilità continua della sostanza, paura dei controlli e perfino il timore di essere riconosciuti.
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Dall’inizio del 2026 i Carabinieri hanno effettuato 175 arresti in flagranza per droga, mentre 107 persone sono state sottoposte a misure cautelari e altre 112 denunciate a piede libero. Numeri dietro i quali si nasconde un mercato molto più complesso di quanto possa apparire.
Non esiste più il consumatore “tipo”
Uno dei primi luoghi comuni a cadere riguarda proprio l’identikit di chi acquista droga.
Nei controlli compaiono studenti, camerieri, rider, imbianchini, ristoratori, agricoltori, pescivendoli, baristi e operatori sociosanitari. Ma anche medici, fisioterapisti, avvocati, insegnanti, conducenti di ambulanze e scuolabus, tassisti e pensionati.
All’estremo opposto ci sono persone con pochissime risorse economiche, dipendenze consolidate e condizioni di grave marginalità.
Non esiste, insomma, un unico consumatore e di conseguenza non esiste un unico mercato.
Chi ha pochi soldi cerca dosi a bassissimo costo. Chi dispone di maggiori possibilità economiche può rivolgersi a prodotti più costosi. Chi teme di essere visto pretende discrezione. Chi non vuole raggiungere una piazza chiede la consegna a domicilio.
E lo spaccio si adegua.
Da Ponticelli a Caivano: ogni piazza ha il suo cliente
A Ponticelli il mercato rimane prevalentemente locale. Il crack è una delle sostanze maggiormente presenti e il prezzo contenuto permette acquisti ripetuti anche a persone con scarsissime disponibilità economiche.
A Caivano, invece, accade quasi l’opposto. Al Parco Verde arrivano consumatori dal Casertano, dall’Avellinese, dal Molise e perfino da territori ancora più lontani.
Perché percorrere decine o centinaia di chilometri per acquistare droga? Secondo l’analisi dei Carabinieri incidono prezzo competitivo, disponibilità continua e reputazione del prodotto. Il cliente sa che, una volta arrivato, con ogni probabilità troverà ciò che cerca.
Anche Scampia continua ad avere un bacino che supera ampiamente i confini del quartiere. Sono stati identificati consumatori provenienti da Giugliano, Caserta, Avellino e persino dalla Basilicata.
Rione Traiano, lo spaccio cambia con le ore del giorno
Particolare il modello osservato al Rione Traiano. Qui perfino l’orario modifica mercato e clientela.
Al mattino prevalgono marijuana e hashish, con consumatori mediamente più giovani anche per la presenza universitaria nella zona. Con il passare delle ore cambia il pubblico: la sera cresce la domanda di cocaina e aumenta l’età degli acquirenti. La stessa piazza riesce quindi a modificare la propria offerta nel corso della giornata.
Un'organizzazione che arriva fino al consumo della sostanza. In alcune zone sono state individuate vere e proprie “stanze del buco”, ambienti nei quali il cliente può consumare immediatamente ciò che ha appena acquistato.
Torre Annunziata e Monti Lattari: dosi da pochi euro e piazze che scompaiono
L’analisi offre indicazioni particolarmente interessanti anche per Torre Annunziata e l’area dei Monti Lattari.
Qui una dose di crack può costare appena pochi euro. Anche marijuana e hashish possono essere acquistati con cifre molto contenute.
Un mercato compatibile con una clientela dalle risorse economiche limitate e che, soprattutto nelle forme più gravi di dipendenza, può effettuare diversi acquisti nell’arco della stessa giornata.
Ma nel territorio emerge soprattutto un altro fenomeno: le tradizionali piazze fisse tendono a scomparire, lasciando spazio alle consegne.
E c’è una ragione ancora più sorprendente. Alcuni consumatori preferiscono comprare la droga in un comune diverso da quello nel quale vivono. Non perché il prodotto sia necessariamente migliore o meno costoso, ma semplicemente per non essere riconosciuti. Il timore di incontrare un conoscente diventa così una variabile del mercato. Per alcuni clienti il rischio sociale di essere scoperti può pesare addirittura più dei chilometri necessari per raggiungere il venditore.
Capodimonte, la droga arriva direttamente a casa
A Capodimonte emerge invece con forza il fenomeno del delivery. La clientela è prevalentemente giovane, spesso universitaria, con un'età compresa tra i 15 e i 30 anni. Marijuana e hashish dominano l'offerta.
Molti ragazzi, però, non vogliono raggiungere personalmente una piazza di spaccio: temono i controlli oppure semplicemente non vogliono essere visti. E sono disposti a spendere qualcosa in più. Così è il pusher a muoversi, raggiungendo il cliente direttamente a casa.
In sostanza non si compra più soltanto la droga: si pagano anche consegna, comodità e anonimato.
Nel centro storico la droga si offre per strada
Completamente differente il quadro del centro storico di Napoli. Piazza Bellini e Largo San Giovanni Maggiore intercettano soprattutto giovani e frequentatori della movida, con una forte presenza di marijuana e hashish. Qui la vendita può diventare molto più esplicita: in alcuni casi è direttamente il pusher ad avvicinarsi al potenziale cliente proponendogli l'acquisto. E il consumo può avvenire anche in strada.
Nei Quartieri Spagnoli emerge inoltre una consistente clientela turistica, mentre accanto ai giovani compaiono lavoratori e professionisti.
È stata rilevata anche una domanda di cocaina rosa, prodotto rivolto a una fascia con maggiore disponibilità economica.
Capri, la cocaina può arrivare a 140 euro al grammo
Il prezzo della droga cambia radicalmente spostandosi sull'isola di Capri. Un grammo di cocaina può raggiungere 130-140 euro, nonostante una qualità che viene descritta come molto bassa.
Sul prezzo incidono insularità, trasporto dalla terraferma, disponibilità limitata della sostanza, rischi della consegna e soprattutto capacità economica della clientela. Il turista o il consumatore caprese può quindi essere disposto a spendere molto più di chi acquista nelle piazze popolari dell'area metropolitana.
E proprio il turismo genera un'altra particolarità. Il visitatore ha denaro e domanda, ma non conosce né piazze né pusher. Diventa quindi necessario un intermediario. Nei casi rilevati dai Carabinieri possono entrare in gioco persone che lavorano nel settore dei servizi e che, proprio grazie al contatto diretto con il turista, riescono a mettere in comunicazione domanda e offerta.
Procida, lo spaccio diventa quasi invisibile
A Procida il mercato compie un ulteriore passo. Non esistono veri punti di vendita stabili. Le consegne e le relazioni personali diventano predominanti e gruppi WhatsApp possono servire a far circolare informazioni su modalità e luoghi di approvvigionamento.
Il consumo avviene soprattutto nelle abitazioni e il fenomeno diventa molto meno visibile per strada. Un dato importante perché dimostra che l'assenza di una piazza di spaccio riconoscibile non significa necessariamente assenza di droga. Può significare semplicemente che il mercato ha imparato a nascondersi.
Pusher con i propri “pacchetti clienti”
A Marano emerge addirittura una rudimentale forma di fidelizzazione. I pusher possono avere propri “pacchetti clienti” e, quando uno spacciatore viene arrestato, il patrimonio di contatti può essere trasferito a chi lo sostituisce.
Il venditore può richiamare un cliente abituale che non compra da qualche tempo oppure concedere piccoli vantaggi a chi acquista frequentemente o porta nuovi consumatori. Una sorta di marketing criminale. Perché un cliente non vale soltanto la dose comprata oggi: rappresenta anche quelle che potrebbe acquistare domani.
White hash, frozen hash e cocaina rosa: il mercato guarda alla Gen Z
Un altro capitolo riguarda i giovanissimi. Accanto a marijuana, hashish, cocaina ed eroina stanno comparendo prodotti differenti per composizione, concentrazione e modalità di assunzione: miele da sballo, white hash, frozen hash, ketamina, cocaina rosa, metamfetamina, ecstasy e liquidi da svapare.
Cambia anche il modo in cui queste sostanze vengono presentate. Colori, nomi, consistenze e confezioni possono richiamare prodotti di uso comune, mentre alcune sostanze vengono consumate attraverso dispositivi simili alle sigarette elettroniche.
Il mercato criminale sembra quindi intercettare anche alcuni dei codici della Gen Z: novità, immagini riconoscibili, portabilità e modalità di consumo differenti.
Lo spaccio organizzato come una piccola azienda
Seguendo questa evoluzione, alcune piazze assumono caratteristiche inquietantemente simili a quelle di piccole strutture economiche. Organizzazione del personale, turni, continuità dell'offerta e fidelizzazione della clientela.
Le indagini dei Carabinieri hanno documentato più volte forme rudimentali di vera e propria “aziendalizzazione”.
Nel sistema delle piazze di Brusciano, ad esempio, i pusher lavoravano secondo turni prestabiliti e potevano subire richiami, punizioni o perfino essere allontanati se non rispettavano gli orari. La ragione è elementare: quando il cliente arriva, la droga deve esserci.
Se non trova ciò che cerca può rivolgersi alla concorrenza.
Quasi 1.200 consumatori segnalati dall'inizio dell'anno
A dare la dimensione del fenomeno sono infine i numeri. Dall'inizio del 2026 i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno segnalato alla Prefettura 1.196 persone per uso personale di sostanze stupefacenti, tra cui 17 minorenni e 15 cittadini stranieri.
Nel 2025 erano state 2.013, tra cui 26 minori. Sono naturalmente soltanto le persone intercettate durante i controlli e non rappresentano l'intera popolazione dei consumatori.
Ma osservandone provenienza, spostamenti e comportamenti emerge una geografia dello spaccio completamente nuova. Dal Casertano e dal Molise verso Caivano. Da Avellino verso Scampia. Da Torre del Greco al Rione Traiano. Da un comune all'altro dell'area stabiese e dei Monti Lattari per non essere riconosciuti. Dalla terraferma alle isole. Dal telefono del pusher al cliente abituale.
Non esiste più soltanto la geografia delle piazze. Esiste la geografia delle scelte.
Ed è forse questa la conclusione più interessante dell'analisi dei Carabinieri: per capire davvero come sta cambiando il mercato della droga non basta più chiedersi dove si spaccia.
Bisogna capire perché il cliente decide di comprare proprio lì. Perché il pusher può cambiare, la piazza può spostarsi e, con il delivery, può perfino scomparire. Ma finché esiste la domanda, rimane l'elemento attorno al quale l'intero mercato continua a riorganizzarsi: il cliente.


