Un dolore che attraversa Torre Annunziata, Trecase e il mondo dello sport vesuviano. La morte di Paolo Lettieri, il ragazzo di appena 18 anni rimasto vittima del gravissimo incidente stradale avvenuto domenica mattina in via Pastore, ha suscitato un’ondata di commozione.
Paolo era uno studente del quinto anno del liceo sportivo Pitagora-Croce, giocava a basket e durante l’estate lavorava come bagnino di salvataggio al Lido Azzurro di Torre Annunziata.
Proprio allo stabilimento balneare era diretto quando, mentre percorreva via Pastore in sella al suo scooter provenendo da Trecase, dove risiedeva, si è verificato il tragico incidente.
Trasportato in condizioni disperate all’Ospedale del Mare, i medici hanno tentato di salvargli la vita sottoponendolo a un delicato intervento chirurgico. Purtroppo per il 18enne non c’è stato nulla da fare.
Il Pitagora-Croce: «Una presenza speciale nella nostra comunità»
Tra i messaggi più toccanti c’è quello della comunità scolastica del Pitagora-Croce, dove Paolo frequentava il liceo sportivo.
«Con profonda commozione la nostra comunità scolastica saluta il caro alunno Paolo Lettieri. La sua prematura scomparsa lascia nei nostri cuori un dolore profondo e un silenzio difficile da colmare».
Parole che raccontano soprattutto il carattere del ragazzo.
«Paolo sarà ricordato per la sua educazione, il rispetto, la dolcezza e la gentilezza, qualità che lo hanno reso una presenza speciale nella nostra comunità scolastica».
La dirigente scolastica Olimpia M.T. Savarese, i docenti, i compagni di classe, gli amici dell’istituto e tutto il personale scolastico si sono stretti attorno alla famiglia.
«Il ricordo di Paolo, della sua dolcezza e del suo sorriso resterà per sempre nei nostri cuori».
Il Basketorre: «Un ragazzo d’oro, un eccellente giocatore»
Il dolore è fortissimo anche nella famiglia del Basketorre, società nella quale Paolo aveva giocato e dove aveva lasciato un ricordo che va ben oltre le sue qualità sportive.
«Non riusciamo ancora a crederci. A soli 18 anni la vita si è portata via Paolo, un ragazzo d’oro, un eccellente giocatore», scrive la società.
«È difficile trovare le parole davanti a una tragedia così grande. Paolo ha fatto parte della famiglia Basketorre, arricchendola con l’educazione, la serietà e l’altruismo che lo caratterizzavano. Resterà per sempre nei nostri cuori e nei ricordi belli di tutti noi».
Poi il saluto più doloroso: «Ciao Paolo, fai buon viaggio. Il tuo sorriso resterà per sempre con noi. Ti vogliamo bene».
Anche il coach Iolanda Tessitore, nelle ore immediatamente successive alla tragedia, aveva affidato ai social il proprio dolore: «Un ragazzo d’oro, una perla. Siamo distrutti dal dolore. Un campione nella vita e nel basket. Non ci credo ancora».
Doveva iniziare una nuova avventura con il Mamba Gragnano
C’è poi un particolare che rende ancora più dolorosa la storia.
Tra poche settimane Paolo avrebbe dovuto cominciare una nuova esperienza sportiva con il Mamba Gragnano Basket, società con la quale era già tesserato.
Un nuovo capitolo che il destino non gli ha permesso di vivere. «Siamo profondamente sconvolti e increduli per la scomparsa improvvisa di Paolo Lettieri, 18 anni, nostro tesserato», scrive il club.
La società era pronta ad accoglierlo in palestra: «Paolo avrebbe dovuto iniziare il suo percorso con la nostra società tra poche settimane. Eravamo pronti ad accoglierlo, a vederlo indossare i nostri colori e a condividere con lui un nuovo capitolo della sua vita sportiva».
Un futuro interrotto improvvisamente a soli 18 anni. «Un epilogo così tragico e improvviso era semplicemente inimmaginabile. Davanti a una notizia del genere è difficile trovare le parole. Restano il dolore, lo sgomento e l’incredulità per una giovane vita spezzata troppo presto».
Dirigenti, allenatori, atleti e famiglie del Mamba Gragnano si sono stretti alla famiglia del giovane. E il loro ultimo saluto racconta forse meglio di ogni altra cosa ciò che Paolo avrebbe dovuto ancora vivere: «Ciao Paolo. Avresti dovuto iniziare un nuovo percorso con noi. Ci mancherai, anche se il tempo insieme non ci è stato concesso».
A 18 anni Paolo aveva davanti l’ultimo anno di scuola, il basket, un nuovo progetto sportivo, il lavoro estivo e soprattutto una vita ancora tutta da vivere.
Oggi a ricordarlo sono soprattutto le parole che ricorrono nei messaggi di chi lo conosceva: educato, gentile, altruista, serio, un ragazzo d’oro.
È questo il ritratto che resta di Paolo Lettieri. Ed è per questo che la sua scomparsa lascia un vuoto così grande.
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