Emergono nuovi particolari sull'operazione anticamorra scattata questa mattina a Torre Annunziata, condotta dalla Squadra Mobile di Napoli e dal Commissariato di Polizia oplontino e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
Le informazioni diffuse successivamente al blitz consentono anche di precisare il primo bilancio circolato nelle prime ore della mattinata: sono nove le misure cautelari eseguite, sette in carcere e due agli arresti domiciliari. Un ulteriore destinatario del provvedimento, Valentino Gionta jr, 35 anni, risulta irreperibile ed è ricercato.
Dalla rissa al Maximall allo scontro tra i due gruppi
Al centro dell'inchiesta c'è il violento contrasto tra il clan Gionta e il cosiddetto “IV Sistema”, gruppo operante nel rione Penniniello.
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Secondo la ricostruzione degli investigatori, uno degli episodi chiave sarebbe stata la violenta rissa scoppiata nel maggio 2025 nei pressi del centro commerciale Maximall Pompeii, tra Torre Annunziata e Pompei. Lo scontro avrebbe visto contrapposti giovani ritenuti vicini ai due gruppi criminali.
All'origine della rissa ci sarebbe stato una sorta di “sconfinamento”: alcuni esponenti del IV Sistema avrebbero notato la presenza dei rivali in un locale ritenuto ricadere nella propria area di influenza criminale.
Le ritorsioni dopo la rissa
Ma la vicenda del Maximall non sarebbe rimasta un episodio isolato. Le indagini avrebbero ricostruito una serie di ritorsioni, intimidazioni ed episodi con l'utilizzo di armi, interpretati dagli inquirenti come parte dello scontro per affermare la supremazia sul territorio.
Tra gli episodi riportati dalle cronache figura una presunta “stesa” nel rione Penniniello, attribuita dagli investigatori al gruppo Gionta come risposta alla rissa, oltre a minacce armate nei confronti di un commerciante ritenuto vicino al gruppo rivale.
Le accuse contestate
Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di rissa, rapina, violenza privata, pubblica intimidazione con uso di armi, detenzione e porto di armi da sparo. I reati contestati sarebbero stati commessi nel corso del 2025 e sono aggravati, secondo l'accusa, dalla modalità mafiosa.
Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Napoli e dal Commissariato di Torre Annunziata.
I destinatari della custodia cautelare
Tra i destinatari della custodia cautelare in carcere figura Valentino Gionta jr, 35 anni, appartenente alla famiglia Gionta, che non è stato rintracciato durante il blitz ed è attualmente ricercato.
Gli altri destinatari della custodia cautelare in carcere sono Jonathan Falanga (23 anni), Salvatore Iovene (23 anni), Salvatore Malvone (38 anni), Vincenzo Di Salvatore (35 anni), Vincenzo Della Ragione (33 anni), e Luigi Sperandeo (23 anni). Ai domiciliari sono stati invece destinati Ernesto Gionta (22 anni) e Marco Scognamiglio (25ann).
L'operazione di oggi aggiunge dunque nuovi elementi investigativi alla ricostruzione degli equilibri criminali a Torre Annunziata, facendo emergere come quella che inizialmente poteva apparire come una rissa tra giovani al centro commerciale sarebbe stata, secondo l'ipotesi della Dda, una manifestazione della contrapposizione tra due gruppi per il controllo del territorio.
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