Avrebbe perseguitato, minacciato e aggredito ripetutamente l'ex compagna, arrivando a picchiare anche la madre della giovane e a impedire a entrambe di uscire da un'abitazione per circa 45 minuti. Un'escalation di violenze e intimidazioni che ha portato all'arresto di un uomo, già condannato in passato per analoghi comportamenti nei confronti della stessa donna.
Nella giornata di ieri, 16 ottobre, gli agenti del Commissariato di Polizia di Pompei hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica.
L'uomo è indagato per maltrattamenti contro familiari o conviventi, atti persecutori aggravati, lesioni personali aggravate, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, diffusione di riprese e registrazioni fraudolente e sequestro di persona.
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Minacce, telefonate e falsi profili social per perseguitare l'ex
Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, sono partite dalla denuncia presentata dalla giovane donna, che ha raccontato agli investigatori di essere vittima di continue minacce, molestie e aggressioni da parte dell'ex compagno.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, l'uomo non avrebbe accettato la fine della relazione sentimentale, continuando a contattare la donna attraverso numerose telefonate, messaggi e social network, utilizzando anche numeri sconosciuti e falsi profili.
Alle offese e alle minacce si sarebbero aggiunti appostamenti e intrusioni nella vita privata della giovane, alla quale l'indagato avrebbe prospettato conseguenze qualora non avesse accettato di tornare insieme.
Una situazione che avrebbe costretto la vittima a modificare radicalmente le proprie abitudini e a trasferirsi nell'abitazione della madre, nella speranza di sottrarsi alle persecuzioni.
Madre e figlia picchiate e rinchiuse in casa per 45 minuti
Uno degli episodi più gravi contestati all'indagato risale al 23 marzo 2026. Quel giorno, approfittando della presenza dell'ex compagna e della madre nell'abitazione in cui aveva precedentemente convissuto con la giovane, l'uomo avrebbe aggredito entrambe con calci e pugni, facendole cadere a terra e provocando loro lesioni.
Durante l'aggressione avrebbe inoltre tentato di sottrarre il cellulare alla madre della vittima, per impedirle di chiedere aiuto alle forze dell'ordine.
Successivamente avrebbe chiuso a chiave la porta dell'abitazione, trattenendo le due donne all'interno per circa 45 minuti e impedendo loro di allontanarsi.
Tra le accuse anche la diffusione illecita di immagini intime
Gli approfondimenti investigativi, condotti attraverso l'acquisizione di documentazione sanitaria, testimonianze e l'analisi delle comunicazioni telefoniche e telematiche, hanno consentito agli investigatori di raccogliere ulteriori elementi a carico dell'uomo.
Tra i reati contestati figurano anche la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e la diffusione di riprese e registrazioni fraudolente, condotte ritenute gravemente lesive della dignità e della riservatezza della persona offesa.
Secondo gli inquirenti, il complesso delle vessazioni avrebbe provocato nella giovane un grave e persistente stato di ansia e paura, condizionandone profondamente la vita quotidiana.
Già condannato due volte per stalking: disposto il carcere
A pesare sulla decisione del giudice sono stati anche i precedenti penali specifici dell'indagato, già destinatario di due sentenze di condanna per condotte persecutorie nei confronti della stessa ex compagna.
Alla luce del quadro indiziario raccolto e delle esigenze cautelari ravvisate, il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Dopo le formalità di rito, l'uomo è stato trasferito nella Casa Circondariale di Salerno-Fuorni.


