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Torre Annunziata - Monsignor Francesco Orlando, il vescovo dei poveri

Torre Annunziata - Monsignor Francesco Orlando, il vescovo dei poveri

A lui è intitolata la piazza antistante la chiesa di Sant'Alfonso Maria de' Liguori

Aggiornato il (2 minuti di lettura)

Francesco, Raffaele Gerardo Andrea Orlando nacque a Torre Annunziata alle dieci di sera del 21 febbraio 1895, in via del Popolo, da Caterina Angrisano (atto 206). Il padre, farmacista, aveva lo stesso nome di un suo progenitore, Catello Orlando, nativo di Corbara, in provincia di Salerno, venuto ad abitare a Torre Annunziata agli inizi dell’Ottocento, vedovo di Maddalena Giordano (anch’essa corbarese, morta nel 1815 nella nostra città), e risposatosi poi con Anna Maria Guglielmino, torrese, nello stesso anno. 

Sia Catello che il padre di Anna Maria, Antonio, erano “speziali di medicina” (la farmacia Orlando fu aperta nel 1812 e quella di Guglielmino è la nota e storica farmacia del Leone, fondata da Giuseppe Orlando, ed ora gestita dal dott. Sergio Spagnuolo), una tradizione tramandatasi nel tempo.

Dopo aver delineato le origini familiari di Francesco, in base alle mie ricerche, parliamo della sua vita, la cui biografia è stata tracciata egregiamente dal professor Alfonso Monsurrò e dal sacerdote Antonio De Felice. 

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Dopo gli studi liceali al “Garibaldi” di Napoli, Francesco Orlando entrò nel seminario di Posillipo. Conseguita la laurea in teologia con il massimo dei voti e la lode, fu ordinato sacerdote il 30 marzo 1918, a 23 anni. Nel 1920 fondò a Torre Annunziata l’associazione “Pro Aris et Focis” (in difesa degli altari e dei focolari, della Chiesa e della famiglia) che raccolse la parte migliore della gioventù torrese. Chiamato a svolgere il suo sacerdozio a Nola, fu docente di religione presso il liceo “Carducci”, canonico penitenziere presso la cattedrale di Nola, direttore del giornale “La campana di San Paolino” e fondatore dell’associazione “Santa Cecilia”, dove svolgeva opera di formazione per le giovani. Il 5 settembre 1942 fu nominato vescovo e gli fu affidata la diocesi di San Severo, in provincia di Foggia, che governò per diciotto anni.  

Tra le sue tante opere di bene ricordiamo che nel Dopoguerra distribuì ai contadini bisognosi i terreni di alcune parrocchie. Ritornato a Torre Annunziata, che aveva sempre nel cuore, in occasione della festa di Sant’ Alfonso de’ Liguori, di cui era un fervente devoto, morì proprio in quel giorno, il 2 agosto 1960 (atto 273). In suo onore fu dedicata a lui la piazza antistante la chiesa di Sant’Alfonso de’ Liguori, a Torre Centrale, con una solenne cerimonia, il 9 gennaio 1966.    
Al Prelato, inoltre, fu intitolata la scuola (ormai ex) situata proprio ai lati della piazza, ora simbolo di degrado, abbandono e fatiscenza.

(Foto dal libro di Meo-Russo “Torre Annunziata immagini uomini fatti” - editore D’Amelio)

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