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Guglielmo di Prussia: tra Hitler e Torre Annunziata, la vita del principe ereditario

Guglielmo di Prussia: tra Hitler e Torre Annunziata, la vita del principe ereditario

Nel 1928 soggiornò per un paio di mesi a Villa Filangieri

(2 minuti di lettura)
A cura di Antonio Papa

Aveva sei anni Friedrich Wilhelm Viktor August Ernst, ovvero Guglielmo di Prussia, quando venne coi genitori a Napoli e partecipò alla festa organizzata dal comune di Castellammare di Stabia per il varo della corazzata "Re Umberto" a cui furono presenti i Sovrani d'Italia e quelli di Germania.

Quel 5 settembre 1888, tra le tante iniziative preparate per l'occasione, l'illuminazione elettrica dello scoglio di Rovigliano fu il momento cruciale della festa.

Guglielmo era il "Kronprinz”, il principe ereditario, ma con la caduta dell'Impero Tedesco avvenuta il 9 novembre 1918 perse il titolo.

Esiliato in Olanda con i genitori Guglielmo II e la Principessa Augusta Vittoria, dopo pochi anni gli vennero concessi alcune agevolazioni tra cui poter rientrare in Germania.

In questo periodo seguì con attenzione l'evolversi politico del dopoguerra ma non poté fare nessuna azione.

Nel 1926 conobbe lo sconosciuto Adolf Hitler di cui ne appoggiò l'ascesa sperando di ritornare a potere.

Nei diversi viaggi organizzati per l'Europa arrivò a Torre Annunziata il primo marzo 1928, ospite nella Villa Filangieri dei signori Carlo Rossi Filangieri e sua moglie Italia Chianese.

Secondo le cronache dell'epoca pagò 50 mila lire di affitto per due mesi di dimora e avrebbe avuto intenzione, non attuata, di comprare la villa per due milioni. Restò nella nostra città per un paio di mesi sotto il falso nome di "Conte Von Geldon", mentre per le gite nel golfo fece arrivare in zona il suo Yacht. L'attività principale, oltre il riposo, era la pesca con l'amo.

Aveva, inoltre, cambiato le abitudini alimentari rimpiazzando la tradizionale zuppa di ceci con i famosi maccheroni di cui elogiava la squisitezza e l'eccellenza, come affermavano gli addetti al suo servizio di ordinanza. Partecipava anche ad eventi sportivi.

Sono state ritrovate testimonianze ed articoli per la partecipazione a una gara di tiro a piattello, in cui ottenne un ottimo risultato, e la presenza ad un incontro di calcio tra il Savoia e il Vomero.

Guglielmo morì nel 1951 presso la propria villa di Hechingen per un attacco cardiaco, probabilmente dovuto al fumo.

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