A cura di Mario Cardone

E’ la dottoressa Rita D’Elia, funzionario economico e finanziario presso al Prefettura di Napoli, ad essere stata nominata commissario ad acta presso il comune di Pompei. Entro 30 giorni deve provvedere, con proprio atto deliberativo, ad adottare lo schema di bilancio di previsione 2018/2020 ed a sottoporlo per l’approvazione al Consiglio comunale. Di tali adempimenti deve essere espressamente messa al corrente la Prefettura.

Uno stato di cose che il consigliere d’opposizione (presidente del Consiglio nel corso della passata consiliatura) Alberto Robetti considera una vergogna per Pompei. «Mai nella storia del nostro Comune - ha dichiarato - si è verificato un episodio che getta vergogna sulla nostra città. Il sindaco - secondo il consigliere - dovrebbe prendere coscienza dell’incapacità gestionale dell’amministrazione e pertanto rassegnare le dimissioni».

«E’ un ritardo imputabile esclusivamente all’incompetenza ed incapacità di programmazione - continua Robetti - in quanto il documento contabile comunale avrebbe dovuto essere approvato ai primi di gennaio. Inoltre non si può imputare il ritardo all’operato dei revisori dei conti. Ci sarebbero state ben due proroghe rispetto ai tempi previsti, per cui il flop è imbarazzante, considerato che Amitrano è stato prima revisore dei conti, successivamente vicesindaco con delega al Bilancio, e quindi sindaco con la medesima delega. La conseguenza - conclude il consigliere - è che l’amministrazione comunale è in ginocchio perché da primo gennaio non possono essere sostenute spese, se non in via eccezionale. Ne consegue un immobilismo totale delle iniziative fino all’approvazione del bilancio».

A dire il vero l’ultima considerazione rappresenta il male minore, perché l’immobilismo era già evidente a tutti i pompeiani a causa della mancanza di risorse finanziarie.

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