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Alfonso Signorini rompe il silenzio sul caso Corona: "Ho vissuto una gogna mediatica. Gli amici sono spariti"

Alfonso Signorini rompe il silenzio sul caso Corona: "Ho vissuto una gogna mediatica. Gli amici sono spariti"

Alfonso Signorini torna a parlare del caso che ha segnato gli ultimi mesi della sua vita. Il conduttore racconta la gogna mediatica, il sostegno del compagno e la delusione per gli amici che si sono allontanati

(3 minuti di lettura)

A quasi sette mesi dall'esplosione del caso legato a Fabrizio Corona e alla sua trasmissione Falsissimo – Il Prezzo del Successo, Alfonso Signorini torna a parlare pubblicamente del periodo più difficile della sua vita. In una lunga intervista rilasciata a Il Giornale, l'ex direttore di Chi racconta il peso della bufera mediatica, la paura vissuta, il sostegno del compagno Paolo Galimberti e la delusione per il comportamento di molti amici.

"Mi sono costruito una bolla per sopravvivere"

Secondo Signorini, l'ondata di attacchi, meme, prese in giro e critiche esplosa dopo le accuse mosse da Fabrizio Corona è stata devastante.

"Mi sono costruito una bolla per sopravvivere. Perché sei al centro di un clamore mostruoso, una gogna mediatica che vuole annientarti e devi capire come sopravvivere. Non come vivere: come sopravvivere. Chi non ce la fa si ammazza".

Il giornalista ha spiegato che ad aiutarlo è stato soprattutto il compagno Paolo Galimberti, che gli è rimasto accanto nonostante il momento estremamente delicato: "Ce l'ho fatta con il supporto del mio compagno, che aveva tutto il diritto di dirmi 'Arrivederci e grazie' e invece mi è stato vicino giorno dopo giorno".

La delusione per gli amici scomparsi

Uno degli aspetti che hanno maggiormente ferito Alfonso Signorini è stato il silenzio di persone che per anni si erano dichiarate amici fraterni. L'ex conduttore del Grande Fratello Vip racconta di non aver ricevuto nemmeno una telefonata da chi in passato gli aveva manifestato affetto e stima professionale.

"Mi ha ferito il silenzio di certe persone che si professavano fratelli e amici. Dopo trent'anni di frequentazioni non mi sarei mai aspettato una mancanza di umanità ed empatia di questo tipo".

"Ora sul mio carro non voglio più nessuno"

Da questa esperienza, però, Signorini dice di aver tratto anche un insegnamento importante. Ha infatti compreso chi gli è rimasto realmente vicino e chi, invece, si è allontanato nel momento più complicato: "Sono felicissimo che non ci sia più nessuno sul mio carro. E voglio che non salga più nessuno, pur senza rinunciare alla mia generosità".

Le telefonate dei personaggi famosi rimaste private

Nel corso dell'intervista, Alfonso Signorini rivela anche un retroscena. Diverse personalità molto influenti del mondo dello spettacolo lo avrebbero contattato privatamente per esprimergli solidarietà, senza però esporsi pubblicamente.

"Ho ricevuto telefonate di persone molto importanti che mi dicevano: 'È una vergogna quello che ti stanno facendo'. Quando chiedevo perché non lo dichiarassero pubblicamente, mi rispondevano: 'Non posso, altrimenti finisco in croce anch'io'".

Le accuse di omofobia e il silenzio delle associazioni LGBTQ+

Tra i temi affrontati da Signorini c'è anche quello degli insulti omofobi ricevuti durante la vicenda. Il giornalista sostiene che molti degli attacchi abbiano avuto una chiara matrice omofoba e si dice sorpreso dal mancato intervento delle associazioni LGBTQ+.

"C'è stata un'omofobia mostruosa. Le organizzazioni LGBTQ? Silenzio totale. Eppure intervengono spesso anche in situazioni meno evidenti. Se un etero si approccia a una ragazza nessuno dice nulla. Se lo fa un omosessuale viene messo in croce. Anche questa è una battaglia civile".

Il sostegno di Vladimir Luxuria

Se le associazioni sono rimaste in silenzio, Vladimir Luxuria aveva invece preso posizione già nei mesi scorsi, denunciando pubblicamente il clima di odio e gli insulti omofobi rivolti al conduttore. L'ex parlamentare aveva invitato ad attendere l'accertamento dei fatti prima di emettere condanne mediatiche, criticando i commenti offensivi e la deriva social che aveva accompagnato il caso.

Signorini guarda avanti

Nel corso della conversazione con Il Giornale, Alfonso Signorini ha parlato anche del suo futuro televisivo e dell'eventuale ritorno sul piccolo schermo. Pur ammettendo di non essersi mai considerato "un santo", ribadisce che la vita privata di una persona dovrebbe essere rispettata finché non vengono commessi reati.

A distanza di mesi, il giornalista afferma di essere riuscito a superare uno dei momenti più complessi della sua carriera, facendo tesoro dell'esperienza e riscoprendo il valore degli affetti autentici.

 

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