Quando nel 2001 prese il via "Saranno Famosi", diventato nel corso degli anni “Amici di Maria De Filippi”, nessuno immaginava che quel programma sarebbe diventato uno dei format televisivi più longevi e seguiti d'Italia. Tra i protagonisti della prima edizione c'era Marianna Scarci, ballerina che concluse il percorso al secondo posto e che oggi, a distanza di venticinque anni, ha ripercorso quei mesi in una lunga intervista rilasciata a Fanpage.it. Un racconto fatto di ricordi, aneddoti e riflessioni su una televisione profondamente diversa da quella di oggi.
L'ingresso nella scuola grazie a una sfida
Marianna non faceva parte del cast iniziale. Entrò nella scuola soltanto dopo le vacanze di Natale, superando una sfida che le spalancò le porte del programma.
«Ero molto disillusa, mi avevano raccontato cose brutte di quel mondo e pensavo fossero tutti raccomandati. Mia mamma, però, volle provarci e mi diedero subito un appuntamento a Roma per un casting», racconta.
Nei primi mesi il programma rischiò addirittura di chiudere per gli ascolti troppo bassi.
«Prima delle vacanze di Natale non sapevano nemmeno se sarebbero tornati. Poi cambiarono il meccanismo con le sfide e arrivò il boom», ricorda l'ex ballerina.
Il successo arrivato senza accorgersene
I ragazzi, però, non si resero subito conto della popolarità che stavano conquistando.
«Ce ne rendemmo conto solo durante il TIM Tour. Finché eravamo lì dentro conducevamo una vita normale. Poi arrivò l'estate e vedemmo piazze piene di migliaia di persone», racconta.
A differenza dei concorrenti di oggi, gli allievi trascorrevano le giornate tra lezioni e prove, mentre la sera tornavano in albergo, lontani dalle telecamere.
Maria De Filippi, «una psicologa»
Tra i ricordi più vivi c'è quello di Maria De Filippi, già allora punto di riferimento del programma.
«Per noi era il capo, un'icona cresciuta accanto a Maurizio Costanzo. Cercava sempre di metterci a nostro agio, ma noi restavamo come congelati», spiega.
Poi aggiunge: «La consideravo quasi una psicologa: si accorgeva subito se qualcosa non andava e, se cercavamo di nascondere qualcosa, ci sgamava all'istante».
La finale e i compensi
Marianna arrivò fino all'ultima puntata, classificandosi alle spalle del cantante Dennis Fantina. Il premio era riservato esclusivamente al vincitore, che portò a casa 100 mila euro in gettoni d'oro.
Per tutti gli altri c'era soltanto un rimborso spese. «Percepivamo circa 18 euro al giorno. Ci pagavano vitto e alloggio, ma non esisteva un cachet», spiega.
E sul paragone con il Grande Fratello, che in quegli anni garantiva guadagni molto più elevati, osserva: «Noi non guadagnammo milioni, non ci comprammo case in contanti né catene di ristoranti. Con le serate potevi mantenerti, ma dovevi continuare a lavorare».
Il ricordo di Maurizio Costanzo
Dopo la conclusione del talent arrivò l'esperienza a Buona Domenica, dove Marianna lavorò al fianco di Maurizio Costanzo.
Di lui conserva un ricordo speciale.
«Era una persona attentissima, disponibile e sempre pronta ad ascoltare. Mi disse che, se avesse rifatto il programma, mi avrebbe richiamata. Pensavo fosse una frase di circostanza, invece mantenne la parola», racconta.
«Eravamo una vera scuola»
Secondo Marianna, il confronto tra il programma di allora e l'attuale Amici evidenzia differenze profonde. «Facevamo solfeggio con Beppe Vessicchio, recitazione, esami, interrogazioni e ci esibivamo con vestiti sempre uguali. Oggi è un grande show, con scenografie pazzesche e coreografi di altissimo livello», afferma.
E conclude: «Noi eravamo studenti che non avevano mai lavorato da professionisti. Oggi entrano ragazzi già formati, che usano il programma come una vetrina».
La vita oggi
Oggi Marianna Scarci ha messo su famiglia ed è madre di due figlie. Ha lasciato la carriera da ballerina professionista e ha trasformato un'altra passione nel suo lavoro.
«Con la danza mi sono fermata. Lavorando negli spettacoli ho imparato a truccarmi da sola e da lì è nata la passione per il make-up. Oggi mi dedico principalmente a questo», racconta, senza nascondere l'affetto per quell'esperienza che ha contribuito a cambiare la storia della televisione italiana.


