Nei giorni scorsi avevamo parlato della possibile partecipazione di Javier Martinez alla seconda edizione di The Fifty, il reality di Prime Video. Un'indiscrezione anticipata da LolloMagazine che ha subito acceso la curiosità dei fan dell'ex concorrente del Grande Fratello.
La notizia, rilanciata anche attraverso un post sul nostro profilo Instagram, ha però provocato il commento critico di un utente, che ha puntato il dito non soltanto contro Martinez ma, più in generale, contro il mondo dei reality.
La critica: «In questo mondo esistono solo i reality»
«In questo mondo esistono solo i reality. Andare a scuola, andare all'università, avere un diploma. Fare dei concorsi per entrare nel mondo del lavoro, oggi, nessuno ci pensa, perché vanno in questi reality, dove vengono pagati senza fare niente», ha scritto l'utente.
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Poi la riflessione si è spostata sui modelli proposti alle nuove generazioni: «Ma che mondo è questo? Volete dare ai vostri bambini questa società, senza valori? Accomodatevi!».
Parole che non sono passate inosservate e che hanno provocato la reazione di Helena Prestes, fidanzata di Javier Martinez.
Helena Prestes replica: «Non mi serve una lezione su come costruirsi un futuro»
La modella brasiliana ha risposto raccontando innanzitutto il proprio percorso personale e professionale.
«Sono nata in periferia, con pochi vantaggi di partenza. Ho studiato lo stesso, mi sono qualificata, parlo cinque lingue e ho lavorato come direttrice di casting per un'azienda francese (senza laurea). Quindi no, non mi serve una lezione su cosa serva per costruirsi un futuro».
Helena ha quindi contestato l'idea secondo cui partecipare o assistere a un reality possa essere automaticamente associato a una mancanza di valori.
«La tua idea che i reality "rovinino" i valori dei ragazzi è una mentalità vecchia che non porta da nessuna parte. La televisione è solo un mezzo: si accende e si spegne, si guarda o non si guarda».
«Studio e intrattenimento sono due piani diversi»
Prestes ha poi sottolineato come, a suo giudizio, istruzione e intrattenimento non debbano necessariamente essere messi in contrapposizione.
«L'intrattenimento non ha niente a che fare con il percorso di studi di una persona; sono due piani diversi, e continuare a confonderli non aiuta nessuno».
Infine, un messaggio rivolto proprio a chi sostiene di voler difendere i giovani dall'influenza di televisione e social network.
«Se vuoi davvero tutelare i ragazzi che crescono oggi tra social e TV, insegna loro a distinguere le cose, non a odiare chi guarda un programma diverso dal tuo».
E chiude con una frase particolarmente netta: «Diffondere disprezzo non è "difendere i valori": è solo il contrario di quello che dici di voler proteggere».
Una replica decisa, dunque, quella di Helena Prestes, intervenuta personalmente in difesa di Javier Martinez e, più in generale, della libertà di scegliere percorsi professionali e forme di intrattenimento senza che questi debbano necessariamente essere considerati alternativi allo studio o alla formazione.


