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Mondiale per Club, scoppia il caso campi: "Non si può giocare così"

Mondiale per Club, scoppia il caso campi: "Non si può giocare così"
(2 minuti di lettura)
A cura di AdnKronos

Problema campi al Mondiale per Club 2025. Il nuovo, e ricchissimo, torneo voluto dalla Fifa e di scena negli Stati Uniti sta completando la sua fase a gironi e decretando i primi verdetti. A tenere banco in queste ore però non sono i risultati, ma le condizioni di gioco che le squadre europee stanno trovando negli stadi americani. Gran parte dei terreni di gioco sono stati perfezionati prima dell'inizio del torneo, sostituendo il loro manto erboso, completamente sintetico, con zolle di erba naturale. Il risultato sembra soddisfare tutti, in primis Jude Bellingham e Luis Enrique. 

Dopo la vittoria del Real Madrid contro i messicani del Pachuca, gara viziata anche da un episodio di razzismo nei confronti del difensore dei Blancos Antonio Rudiger, il centrocampista inglese Jude Bellingham si era lamentato apertamente del campo del Bank of America Stadium di Charlotte: "Il terreno di gioco non è per niente buono, trattiene troppo la palla, che rimbalza appena. È difficile anche per le ginocchia. Speriamo che qualcuno prenda in considerazione questo aspetto per il prossimo anno", quando proprio gli Stati Uniti, insieme a Messico e Canada, ospiteranno il Mondiale 2026. 

Le condizioni, insomma, assomigliano tanto a quelle di un campo sintetico, con il rischio infortuni per i giocatori, arrivati stremati dopo una stagione intensa, che aumenta: "È importante proteggere i giocatori", ha concluso Bellingham. Un messaggio condiviso anche dall'allenatore del Paris Saint-Germain Luis Enrique: "Non è facile giocare qui. È difficile avere fluidità in campo, è diverso rispetto all'Europa, ma stiamo cercando di adattarci", ha detto il tecnico spagnolo dopo aver battuto i Seattle Sounders per 2-0 e conquistato la qualificazione agli ottavi di finale.  

Nel mirino c'è proprio il manto erboso dello stadio Lumen Field di Seattle, in condizioni pessime: "È tutto diverso rispetto agli stadi europei. Vanno bene, ma la palla rimbalza come un coniglio. Dato che prima era artificiale e ora naturale, bisogna annaffiarlo a mano. Lo hanno fatto all'intervallo e si è asciugato dopo 10 minuti. È un problema evidente, non è una scusa. Lo dico oggi anche se abbiamo vinto. Non si può giocare al livello che si desidera. E la Fifa deve tenerne conto", ha concluso Luis Enrique rivolgendosi direttamente al presidente del massimo organismo di governo del calcio globale, e primo sponsor del nuovo Mondiale per Club, Gianni Infantino. 

 

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