Il 7 febbraio 1945, a Frattamaggiore, un giovane di Torre Annunziata faceva il suo esordio in maglia bianca dopo quattro stagioni nel settore giovanile. Si chiamava Ercole Castaldo, talento scoperto da Enrico Colombari e destinato a diventare uno dei calciatori più forti nella storia del Savoia.
Con la squadra della sua città disputò tre campionati, conquistando – seppur a tavolino – la promozione in Serie B con l’allora Ilva Torrese. Le sue qualità tecniche e il carisma in campo lo portarono presto oltre i confini cittadini.
Dopo le esperienze con la US Salernitana 1919 e l’Empoli FC, arrivò il grande salto in Serie A. Con l’Udinese e successivamente con l’Alessandria collezionò 130 presenze nella massima serie, realizzando 18 reti. Contribuì in modo determinante alla stagione 1954-1955 dei friulani, la migliore della loro storia fino a quel momento, conclusa con uno storico secondo posto in campionato.
Nella stagione 1958-1959, ad Alessandria, condivise il campo con un altro giovane destinato a una carriera straordinaria: Gianni Rivera, allora agli esordi.
Nato a Torre Annunziata il 14 febbraio 1926, Ercolino Castaldo – nella foto ritratto con la fascia di capitano al braccio – resta una delle figure più rappresentative del calcio oplontino e un simbolo indelebile della storia del Savoia.
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