Un lungo ringraziamento alle istituzioni che hanno contribuito a risolvere una situazione che rischiava di compromettere il futuro del Savoia e, al tempo stesso, una dura critica nei confronti della precedente amministrazione comunale di Torre Annunziata. È il contenuto della nota diffusa da Emanuele Filiberto di Savoia, che intervene sulla vicenda legata all'omologazione dell'impianto sportivo e alle prescrizioni necessarie per l'iscrizione del club al campionato di Serie C.
Nel messaggio, il presidente del Savoia sottolinea come, nelle ultime ore, la società abbia trovato nelle istituzioni interlocutori capaci di agire con tempestività e senso di responsabilità. Un riconoscimento particolare viene rivolto al sindaco di Giugliano, Diego Nicola D'Alterio, e all'assessore allo Sport Marco Sepe, che hanno garantito immediatamente la disponibilità necessaria per consentire al club di rispettare le scadenze imposte dalla Lega Pro.
«Non hanno aiutato soltanto una squadra di calcio - afferma Emanuele Filiberto - ma una città, una comunità e una storia ultracentenaria. Hanno dimostrato cosa significa amministrare, comprendendo il problema e trovando una soluzione concreta».
Al centro della vicenda vi è l'interpretazione fornita dalla Questura dell'Aquila in merito all'obbligatorietà dei tornelli negli impianti destinati alla Serie C, anche in presenza di una capienza inferiore ai 7.500 spettatori. Una comunicazione arrivata, secondo il presidente biancoscudato, a sole quarantotto ore lavorative dalla scadenza per il deposito della documentazione necessaria all'iscrizione, lasciando margini estremamente ridotti per individuare soluzioni alternative.
Nel suo intervento, Emanuele Filiberto ringrazia anche il Commissario Straordinario del Comune di Torre Annunziata, prefetto Gianfranco Tomao, per essersi immediatamente attivato presso il Comune di Giugliano, oltre al prefetto di Napoli Michele di Bari, al questore di Napoli, ai vertici provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia Municipale e al dottor Nazario Matachione, indicato come figura chiave nel coordinamento tra le istituzioni coinvolte.
Non manca però un passaggio fortemente critico nei confronti della precedente amministrazione comunale oplontina, sciolta per infiltrazioni camorristiche. Secondo il presidente del Savoia, gli impegni assunti pubblicamente nei confronti della città e della società sportiva non sarebbero stati mantenuti.
«Le promesse sono finite. I problemi sono rimasti. E oggi qualcuno è stato chiamato a risolverli», scrive Emanuele Filiberto, evidenziando come la situazione attuale sia anche il risultato di scelte e mancanze accumulate negli anni.
Il presidente riserva poi una replica a quanti, a suo dire, avrebbero tentato di strumentalizzare la vicenda alimentando polemiche e sfiducia attorno al progetto sportivo del club.
«Il Savoia non si fermerà. Il Savoia non arretrerà di un solo passo. Il Savoia non rinuncerà mai alle proprie ambizioni», afferma con decisione, rilanciando l'obiettivo più ambizioso della nuova gestione.
La conclusione è affidata a una dichiarazione destinata a far discutere e sognare i tifosi biancoscudati: «Porteremo il Savoia in Serie A. Questa non è una promessa, è un impegno».
Per il numero uno del club, la vicenda rappresenta soprattutto una lezione sul valore delle istituzioni quando funzionano. «Non ha vinto l'inefficienza, non ha vinto l'incapacità. Ha vinto il senso dello Stato. E quando vince lo Stato, vince anche il popolo del Savoia».
Parole che chiudono una delle settimane più delicate per il futuro della società e che rilanciano le ambizioni di una piazza storica, pronta a guardare avanti dopo aver superato un ostacolo che rischiava di compromettere il percorso verso il professionismo.


