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"Bonus spesa Covid", circa 300 "furbetti" individuati dalla GdF

"Bonus spesa Covid", circa 300 "furbetti" individuati dalla GdF

Dichiarazioni mendaci e mancanza dei requisiti per ottenere il beneficio

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

"Bonus spesa Covid" percepiti indebitamente, scoperti circa 300 "furbetti" dalla Giardia di Finanza.

I militari del Comando provinciale di Savona hanno vagliato 3.800 istanze, acquisite dal Gruppo di Savona e dalle Tenenze di Finale Ligure e Cairo Montenotte in 16 Comuni della provincia, per un ammontare complessivo di oltre 800mila euro. Sono emerse diverse irregolarità che hanno consentito a molteplici soggetti - attraverso dichiarazioni mendaci - di beneficiare illegittimamente del contributo pubblico erogato dallo Stato per aiutare le famiglie in difficoltà.

Le principali anomalie rilevate nelle autocertificazioni prodotte per accedere al bonus hanno riguardato l’indicazione di componenti del nucleo familiare, risultati poi fittizi, l’omessa indicazione della percezione di altri sussidi pubblici o false dichiarazioni circa il patrimonio posseduto.

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In un caso, i finanzieri hanno rilevato che due soggetti conviventi, uno dei quali percepiva anche l’indennità di cassa integrazione, avevano entrambi presentato istanza ed ottenuto il contributo. Una terza persona, sempre beneficiaria del bonus spesa, risultava aver già percepito l’indennità di disoccupazione ed il reddito di cittadinanza.

In alcune situazioni è risultata alterata la composizione del numero dei familiari, con l’indicazione di soggetti inesistenti o non conviventi, con lo scopo di incrementare la somma da percepire.

Curioso il caso di un cittadino residente in un Comune che però ha percepito il buono spesa da un Comune differente.

Riscontrata poi la circostanza di una donna di nazionalità italiana che negli ultimi due anni aveva già ricevuto dallo Stato, a titolo indennità di disoccupazione, somme per complessivi 37 mila euro.

I 299 soggetti che hanno ottenuto indebitamente il buono spesa, per un importo di oltre 65mila euro, sono stati segnalati ai Comuni erogatori per il recupero delle somme indebitamente percepite ed è stata loro contestata l'indebita percezione di erogazioni pubbliche, che prevede una sanzione amministrativa da un minimo di 5.164 ad un massimo di 25.822 euro, ma comunque non superiore al triplo del beneficio conseguito.

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