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Sequestrato storico marchio del Made in Italy, 4 indagati

Sequestrato storico marchio del Made in Italy, 4 indagati

L'azienda era stata acquisita da una holding con sede a Hong Kong

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno proceduto, in esecuzione di un provvedimento emesso dal G.I.P.  del Tribunale felsineso, al sequestro di uno storico marchio del Made in Italy nel settore delle camicie sartoriali, e all’applicazione di 4 misure cautelari consistenti nel divieto temporaneo dell’esercizio di attività di impresa a carico di due imprenditori di origine cinese e nell’inibizione allo svolgimento di attività professionali nei confronti di un commercialista e di un consulente.

L'inchiesta ha riguardato un noto marchio sartoriale, eccellenza del Made in Italy, la cui azienda proprietaria, poco prima dell’emergenza Covid, era stata acquisita da una holding con sede a Hong Kong.

Il gruppo industriale acquirente è risultato riconducibile a due imprenditori cinesi che, in tale contesto, sarebbero riusciti ad appropriarsi fraudolentemente dei beni aziendali e, in particolare, del prestigioso brand sartoriale, distrarne le attrezzature e distaccare il personale dipendente, altamente specializzato, presso altre società, costituite ad hoc e riconducibili ai medesimi imprenditori. Successivamente, i lavoratori erano stati licenziati e la società fatta intenzionalmente fallire, non prima, però, di averla depauperata del suo prezioso segno distintivo (il marchio) che, in spregio degli interessi della curatela fallimentare, è stato più volte indebitamente utilizzato dagli indagati.

Ad "aiutare" i due imprenditori, anche un mero prestanome - indagato e al quale è stata demandata la formale amministrazione della fallita - e i due professionisti destinatari delle misure interdittive.

A carico dei due cittadini di origine cinese il G.I.P. ha inoltre disposto il sequestro preventivo impeditivo del marchio (il cui valore stimato è di 700 mila euro), dei beni aziendali distratti dalla fallita, dei capi di abbigliamento griffati che sono stati abusivamente commercializzati, nonché del profitto dei reati commessi. Oltre al denaro, le Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli anche ad un immobile di significativo valore commerciale ubicato nella zona industriale di Bologna e intestato alla holding asiatica.


 

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