A cura di Antonio Gagliardi

“Il cinema è composto da due cose: uno schermo e delle sedie. Il segreto sta nel riempirle entrambe”.

Prendo in prestito una frase di Roberto Benigni per descrivere la prima del film “Il diario di Carmela” al Metropolitan di Napoli. Due sale stracolme, con gente in piedi, e uno schermo impreziosito dall’interpretazione della giovane attrice protagonista, la sedicenne di Torre Annunziata Mariasole Di Maio. 

Il film, del regista Enzo Caiazzo, è tratto da una storia vera, ambientata in un quartiere ghetto della periferia napoletana, il “Piano Napoli” di Boscoreale. Qui un’adolescente, Carmela, sente il bisogno di fuggire dalla quotidianità, fatta di spaccio di droga e di miseria, con la testa sui libri e lo sguardo proiettato nel futuro. E sceglie quale amico fidato il suo diario, dove sensazioni, sogni ed emozioni fanno a pugni con la dura realtà del quartiere.

Oggi Mariasole ha poco meno di 18 anni. Una ragazza molto matura per la sua età, con idee ben chiare su cosa vorrà fare veramente da grande. Il suo entusiasmo, la passione che nutre per il cinema, la determinazione nel rincorrere i suoi obbiettivi sono i giusti ingredienti per trasformare un sogno in realtà.

«All’età di 6 anni inizio a fare danza – afferma – ma ben presto la direttrice della scuola, Marianna De Martino, anche agente di cinema e moda, mi consiglia di frequentare un corso di teatro. E’ l’occasione per avere le mie prime esperienze in campo pubblicitario, sponsorizzando noti brand quali Enrico Coveri, Original Marines, San Bitter, Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Dalla recitazione teatrale a quella cinematografica il passo è breve, anche se sono due forme d’arte diverse, con linguaggi differenti. Partecipo, così, ad alcune serie tv, come la “Nuova squadra Spaccanapoli”, e a diversi casting, tra cui quello per il film di Paolo Sorrentino “La grande bellezza”. A distanza di anni, allora ne avevo 12, ho ancora il rimpianto per l’occasione mancata, ma soprattutto per non aver potuto recitare con un grandissimo regista qual è Sorrentino, un artista senza confini».

Maria Sole ha sempre amato il cinema. Sin da piccola ha fatto parte della giuria per il “Giffoni Film Festival”. «Non mi interessa solo fare l’attrice – precisa – amo il cinema in tutte le sue sfaccettature».

Con l’iscrizione al primo anno di liceo scientifico a Pompei, lo studio diventa inconciliabile con la scuola di recitazione, così, a malincuore, Mariasole deve mettere da parte i suoi sogni, almeno momentaneamente. «Ma non l’interesse per il cinema – ci tiene a precisare –, perché la fiamma della passione era sempre viva in me. Al quarto anno di liceo, infatti, partecipo ad un casting per il film “Il diario di Carmela”. Dopo vari provini, il regista Enzo Caiazzo mi affida il ruolo della protagonista, Carmela, una ragazza che vive in una famiglia difficile, con il padre detenuto e la madre spacciatrice, all’interno di un quartiere degradato.  Le riprese durano quindici giorni, durante i quali non smetto mai di frequentare la scuola, seppur con enormi sacrifici. La mia giornata inizia alle 6 di mattina e finisce a notte inoltrata. L’unica mia fortuna era la vicinanza al set, allestito all’interno delle palazzine del “Piano Napoli”, con alcune scene girate a Napoli e l’ultima a Torre Annunziata, durante la festa del 22 ottobre di due anni fa».

Ma la felicità di Mariasole per questo primo, importante traguardo raggiunto viene in parte offuscata dalle incomprensioni con i suoi compagni di classe ed alcuni professori del liceo. «Avere degli interessi al di fuori della scuola – dice amareggiata – viene considerato come una perdita di tempo».

Mariasole ama il cinema, ma sa pure che la strada per affermarsi è insidiosa e lunga. E il talento da solo non basta, occorre anche tanta preparazione. Così a luglio dell’anno scorso frequenta per una settimana la prestigiosa New York Film Academy, con sede a Firenze. «Qui si partecipa a corsi di regia, sceneggiatura, recitazione, montaggio e fotografia, tutti in lingua inglese – continua –. Io scelgo di fare recitazione. Le lezioni iniziano alle 8 del mattino e terminano alle 6,30 di sera, una full immersion senza soluzione di continuità. Alle fine di questa esperienza capisco che il cinema è parte di me e che senza mi sentirei persa. Quindi a settembre mi sono iscritta ad una scuola di cinema a Napoli, affidandomi anche ad un agente di Roma, Sergio Martinelli».

Ma un sogno nel cassetto questa ragazza dagli occhi color mare e due labbra da far invidia a Monica Bellucci ce l’ha? «Certo che ce l’ho – risponde sorridendo -. Vorrei entrare nel Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, la più antica scuola italiana di insegnamento, ricerca e sperimentazione nel campo della cinematografia, l’unica in Italia finanziata dal MIUR. Purtroppo ogni anno vengono selezionati solo 16 ragazzi provenienti da tutto il mondo. Io ho avuto la fortuna di nascere in Italia. Chi vuole fare cinema può andare o ad Hollywood o a Cinecittà. Roma dista un’ora di treno da Napoli, quindi…E poi è la stessa scuola frequentata da Dino De Laurentiis, il grande produttore, mio compaesano».

Siamo al termine della nostra piacevole chiacchierata. E come spesso accade, alla fine c’è sempre qualcuno da ringraziare. «Senza l’appoggio dei miei genitori, Leopoldo e Maria, conclude Mariasole - non sarei mai arrivata dove sono adesso. Insieme abbiamo condiviso gioie, sacrifici e amarezze. Inoltre, la deformazione professionale di mia madre, architetto e docente, ha influito anche su di me. Facendo i dovuti scongiuri, nel caso in cui non tutto dovesse andare secondo le mie aspettative, il futuro mi riserverà una vita professionale da… ingegnere».

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(La foto in alto di Mariasole è tratta dal film "Il diario di Carmela.  In basso, alcune istantanee della giovanissima attrice: la prima, da giurata al "Giffoni Film Festival"; la seconda e la terza, tratte da serie tv;  la quarta, all'anteprima del Metropolitan di Napoli)