A cura di Enza Perna

Dopo 66 anni di attività, chiude la rosticceria Lucullus di corso Vittorio Emanuele III a Torre Annunziata.

Nel 1954, il commendatore Luigi Acciao, titolare della salumeria Gustus, apre a pochi metri di distanza, Lucullus, una rosticceria-gastronomia.

Ben presto la nuova attività diventa il punto di riferimento dell’intera città, situata nel pieno centro storico, allora motore dell’economia locale.  

All’inizio degli anni ’70, il cavaliere Acciaio cede l’attività al fratello Vincenzo ed apre, proprio di fronte la chiesa dell’Immacolata (detta a’ Parrucchiella),  un importante negozio di salumi con annessa enoteca.

Lucullus, quindi, cambia titolare ma si continua con la tradizione della buona cucina. Gli anni passano, i figli crescono e così questo importante ritrovo gastronomico diventa a conduzione familiare, con il titolare Vincenzo, la moglie Anna e i figli Giuseppe, Stefania e Imma.

Con la desertificazione del centro storico e la crisi economica del primo decennio del 2000 l’attività incomincia ad entrare in crisi, ma Vincenzo riesce a mantenere la barra dritta e a non naufragare nel mare in tempesta.

Quest’anno, però, con l’emergenza coronavirus e il successivo lockdown, le cose incominciano a complicarsi. Le spese sono tante e i ricavi si assottigliano sempre di più.

Venerdì scorso la decisione del Governo di fare della Campania una nuova zona rossa. Luigi non ci pensa su due volte, chiude definitivamente la sua attività.

Sulla storica rosticceria Lucullus cala definitivamente il sipario.