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Lavoro, Mazzella (M5S) interroga la ministra Calderone su precari Poste Italiane

Lavoro, Mazzella (M5S) interroga la ministra Calderone su precari Poste Italiane

La protesta dei portalettere precari approda al Senato

(3 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Giovani e lavoro, un tema sempre attuale che trasversalmente riguarda tutti, senza distinzione di opinioni politiche e personali. A maggior ragione quando l’occupazione è precaria e le condizioni di lavoro non sono delle migliori, come accade in Poste Italiane, una delle principali aziende pubbliche del tessuto produttivo italiano, con 120 mila dipendenti e un palmarès da capogiro.

Lo sanno bene le lavoratrici e i lavoratori del Movimento Lottiamo Insieme, che da un anno e mezzo hanno avviato una protesta di respiro nazionale contro la precarietà dilagante alle Poste, richiamando, a più riprese, perfino l’attenzione della Camera dei deputati. Senza, tuttavia, ottenere dalla politica risposte concrete su garanzie occupazionali e condizioni lavorative sicure e salubri ad alta voce richieste.

"Giovani e lavoro: intollerabile il silenzio degli esponenti del governo su quelli che sono diventati i cavalli di battaglia della premier Giorgia Meloni - afferma il senatore del M5S Orfeo Mazzella -. La stessa Meloni che, quando era all’opposizione, definiva Poste Italiane «presidio di legalità e di presenza dello Stato». Il concetto di legalità appare vuoto e formale dinanzi alle ripetute violazioni di legge da parte dell’azienda portate alla luce dai precari".

Dal Movimento non hanno, però, intenzione di voler arretrare di un millimetro – fanno sapere gli organizzatori – e le loro sacrosante rimostranze, accolte dal senatore Orfeo Mazzella approdano a Palazzo Madama.

«Ciò che accade in Poste Italiane è incredibile», afferma in una nota il capogruppo del Movimento 5 Stelle componente della Commissione “Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale” al Senato, che sulla vicenda è intervenuto con un’interrogazione parlamentare rivolta alla ministra del Lavoro Marina Calderone.

"In sostanza – sintetizzando i contenuti della nota –, Poste annualmente assume personale per varie mansioni, tra cui quella di portalettere. Ma a differenza di altri profili, ai quali solitamente si offre l’inserimento a tempo indeterminato o tramite stage, le assunzioni per portalettere vengono effettuate a tempo determinato di pochi mesi. Alla fine del rapporto di lavoro, che anche nel caso di due o più contratti a termine non supera mai la durata di un anno, è molto raro che si proceda alla stabilizzazione del personale precario. Poste, infatti, preferisce assumere migliaia di nuovi lavoratori precari, stabilizzando solo una minima parte di coloro già precedentemente selezionati, formati e occupati con contratto a tempo determinato. Per non parlare di precari che lavorano molte più ore del previsto, senza essere pagati per gli straordinari effettuati, quelli immessi in servizio con formazione carente o inadeguata (perlopiù demandata ai colleghi), o quanti operano in condizioni di scarsa sicurezza e con mezzi non sempre idonei, spesso sottoposti a turni massacranti, esposti al sole o alle intemperie".

Al termine della disamina, Mazzella lancia un messaggio chiaro e forte: «Il lavoro può considerarsi tale solo se dignitoso, altrimenti si tratta di sfruttamento», per questo motivo, porterà il caso all’attenzione del Ministero.

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