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Torre Annunziata, parcheggio creativo davanti alla banca: la 'fantasia' dell'automobilista torrese

Torre Annunziata, parcheggio creativo davanti alla banca: la 'fantasia' dell'automobilista torrese

Tra ironia e realtà, la sosta selvaggia resta una “tradizione” difficile da sradicare

Aggiornato il (2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

La foto, condivisa su Facebook, mostra un’auto parcheggiata con disinvoltura olimpica sul marciapiede, giusto giusto all’altezza delle strisce pedonali e sulla rampa di accesso per disabili, a pochi passi dall’ingresso della Banca Intesa Sanpaolo. Rapina in corso? Tranquilli, niente passamontagna né colpi da film. 

Siamo a Torre Annunziata, città dove la segnaletica stradale è considerata più un suggerimento che un obbligo, e dove l’automobilista medio interpreta il codice della strada secondo un principio semplice: “dove mi fa comodo, lì parcheggio”. 

Basta fare due passi per imbattersi in auto lasciate in doppia fila, davanti ai passi carrabili, sui marciapiedi, sulle strisce pedonali e, perché no, quasi dentro ai negozi.

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E i vigili urbani? È la domanda che sorge spontanea. Si dice siano sotto organico. Sarà anche vero. Ma anche con il doppio degli agenti, come si potrebbe mai arginare un esercito così vasto e creativo di automobilisti indisciplinati?

Il paradosso è che Torre Annunziata si potrebbe attraversare comodamente a piedi da nord a sud: appena 7 chilometri quadrati di superficie. Eppure, prendere l’auto anche per percorrere poche decine di metri è diventato un imperativo categorico. L’importante è parcheggiare esattamente davanti al luogo della commissione: banca, bar, tabacchi o forse direttamente sul tappeto d’ingresso.

In conclusione, più che un caso isolato, quello davanti alla banca è solo l’ennesimo capitolo di una quotidianità ormai normalizzata. A Torre Annunziata il parcheggio selvaggio non fa più notizia: è parte del paesaggio urbano, come le strisce pedonali ridotte a macchie di vernice sull'asfalto e i marciapiedi trasformati in comode aree di sosta. Finché l’auto continuerà a essere considerata un’estensione del proprio salotto, e le regole semplici suggerimenti, non serviranno allarmi né sirene: basterà una commissione veloce per assistere all’ennesima prova di “creatività stradale” oplontina.

Gil Dariga

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