In questi ultimi giorni ha tenuto banco sui social la polemica sulla partecipazione del Comune di Torre Annunziata alla Borsa Mediterranea del Turismo tenutasi alla Fiera d’Oltremare di Napoli.

Al comunicato del Comune oplontino, dal titolo “Torre Annunziata alla Borsa Mediterranea del Turismo 2026”, era stata allegata una foto che ritraeva l’assessore al Turismo Alfonso Ascione dietro ad uno stand della BMT. In realtà, come poi lo stesso assessore ha tenuto a precisare, il Comune non aveva potuto inoltrare la richiesta per uno stand proprio all’interno della BMT e pertanto aveva condiviso uno spazio con altri Comuni.

Torre Annunziata e la polemica sulla BMT di Napoli

Polemica a parte, tutti noi vorremmo che Torre Annunziata si aprisse al turismo. Le condizioni, sulla carta, ci sono tutte: clima mite per gran parte dell’anno, spiagge di sabbia vulcanica, mare, porto, terme, scavi archeologici. Senza dimenticare la vicinanza con il Parco Archeologico di Pompei, il Vesuvio e le celebri costiere sorrentina e amalfitana.

Turismo a Torre Annunziata: potenzialità ancora inespresse

Lo sviluppo turistico come motore dell’economia locale? In molti ci credono. Ci credono gli operatori della ristorazione, i titolari dei numerosi B&B e case vacanza, e anche chi ha dato vita a realtà associative come l’AREV-OD, guidata dall’avvocato Aldo Avvisati, che riunisce gli operatori del settore nell’area vesuviana. Ci credono anche i gestori dei lidi balneari, che negli anni hanno ampliato la propria offerta ben oltre la semplice attività stagionale.

Eppure, a non crederci fino in fondo sembrano essere proprio due attori fondamentali: una parte dei cittadini, spesso ancora legata a comportamenti incivili, e – paradossalmente – chi dovrebbe educare e guidare verso una convivenza più rispettosa, ovvero l’amministrazione comunale.

Degrado urbano e servizi carenti: il vero ostacolo al turismo

Da premettere che questa non vuole essere un’accusa all’assessore al Turismo del Comune oplontino, l’unico con un bagaglio di esperienza accumulato in anni ed anni di attività amministrativa. Ma il discorso è più complessivo. Una classe dirigente che punta davvero sul turismo non può tollerare strade dissestate, marciapiedi impraticabili, arredi urbani inesistenti o fatiscenti, verde pubblico abbandonato a sé stesso, rifiuti abbandonati un po’ dappertutto. È come invitare un ospite a casa propria accogliendolo, però, in un ambiente malsano.

Infatti, in luoghi simbolo della città, il degrado è sotto gli occhi di tutti. In piazza Ernesto Cesaro, i giardinetti alle spalle del Monumento ai Caduti offrono uno spettacolo indecoroso ai turisti. In piazza Imbriani, proprio di fronte all’unico albergo cittadino, una “fontana” si è trasformata in un ricettacolo di rifiuti. In piazza Giovanni XXIII, dove sorge la Basilica della Madonna della Neve, cumuli di immondizia fanno da cornice a uno dei luoghi più rappresentativi.

Dai luoghi simbolo al quartiere Carceri: una città in difficoltà

A piazza Nicotera, nei pressi della stazione Torre Annunziata Città, resta abbandonato a se stesso ciò che rimane dell’ex cine-teatro Moderno, oggi patrimonio comunale ma privo di qualsiasi prospettiva. La Villa comunale versa in condizioni critiche, tra alberi mai potati e recinzioni che occupano stabilmente i marciapiedi di viale Marconi. E se non fosse per l’impegno dei volontari, anche l’arenile pubblico sarebbe completamente invaso dai rifiuti.

E poi c’è il quartiere Carceri, simbolo di un fallimento lungo decenni: dal terremoto del 1980 a oggi, nessuna amministrazione è riuscita a proporre un vero progetto di riqualificazione, limitandosi a interventi minimi e spesso emergenziali.

Rischio commissariamento e futuro del turismo a Torre Annunziata

Insomma, senza entrare nel merito degli errori e delle mancanze di questa amministrazione, alla quale non si chiedeva miracoli ma un ritorno graduale alla normalità (il cosiddetto ‘cambio di passo’), è difficile non riconoscere come, nello stesso arco di tempo, la gestione della Commissione straordinaria sia apparsa più incisiva. Un’amara constatazione, perché in una democrazia la politica dovrebbe sempre fare molto meglio di una gestione commissariale.

Ma ci sarà ancora tempo per riparare? Tra pochi giorni la Commissione d’accesso dovrebbe terminare la relazione sulle indagini del Comune, sempreché non chieda una proroga. Si corre il rischio di un nuovo commissariamento, il che sarebbe un duro colpo per Torre Annunziata. Vorrebbe dire che questa città non è capace di affrancarsi da vecchie logiche di potere, che non impara dagli errori commessi, che è un malato cronico.

Tuttavia la speranza è che questa ennesima sciagura non si abbatta ancora una volta su Torre Annunziata, purché si prenda coscienza degli errori finora commessi, in parte dovuti anche ad inesperienza e superficialità, si cambi completamente registro, con una giunta veramente all’altezza della situazione, un sindaco meno teorico e più operativo e una macchina amministrativa motivata e responsabile.

Gli ingredienti necessari per cercare di dare un nuovo volto alla città.