Grazie Oscar, grazie di essere esistito, grazie soprattutto per una splendida illusione: partecipare anche solo da comparse a una tua festa ci ha fatti sentire migliori, orgogliosi essere torresi.
Più passano gli anni, più la nostra memoria diventa affollata di facce, date, intrecci diabolici che rischiano di diventare dettagli confusi. Poi arriva la notizia, spesso una cattiva notizia, e tutto si ricompone, si ricostruisce fino a diventare almeno verosimile.
È successo quando dalla Germania, regione della Foresta Nera, abbiamo saputo che Oscar Guidone aveva definitivamente chiuso la sua avventura vissuta tra Emmendingen e Torre Annunziata, i due poli di una esistenza consumata tra gli opposti: era stata proprio la creatività mediterranea a trasformare un bello di casa nostra in un idolo popolare da esporre nella vetrina dei grandi magazzini tedeschi.
Una storia, una bella storia datata più di mezzo secolo fa, quando l’amore per una donna teutonica sottrasse a noi torresi lo statuario colosso prestato al calcio per raccogliere molto meno di quanto avrebbe meritato, per valore e per talento naturale. Si chiuse così una carriera agonistica consumata tra il grande amore Savoia e piccoli spiccioli di gloria incassati tra Nocera, Sorrento e una periferia che non rese a Oscar i giusti successi.
I miei ricordi da piccolo spettatore, fedelissimo frequentatore di campi sportivi non ancora tecnicamente qualificabili come stadi, me lo restituiscono con le maglie rivali del nostro Savoia o addirittura senza nelle esibizioni in spiaggia, o ancora da protagonista sul palcoscenico di Positano, fasciato da inappuntabili blazer pescati nell’inesauribile miniera delle balle di Pugliano, la sola boutique che allora poteva consentirsi.
Oscar il bello raccoglieva l’invidia di tutti i ragazzi di una generazione che aveva toccato anche l’orrore della guerra. Lui era pacifista convinto, costruttore di ponti tra Torre Annunziata e il mondo intero, uno straordinario ambasciatore della bellezza che conosceva come pochi e che ha valorizzato come pochissimi.
Sempre dalla galleria della memoria ecco altri frammenti: le incursioni – fino a qualche estate fa - al Lido Azzurro, scortato dalla dolce compagna Brigitte; la presenza nel corteo durante la processione del 22 ottobre; i blitz fuoristagione a capo di spedizioni entusiastiche di turisti felicissimi di essere guidati da questo cicerone straordinario alla scoperta di tesori fino ad allora sconosciuti. Ha raccontato Torre con una gioia difficilmente eguagliabile, ha ripagato tutti con una bellissima moneta: il suo sorriso. Lo custodiremo come il più prezioso dei regali.
Grazie Oscar, hai insegnato a tutti l’orgoglio di essere torresi.
Sabato 21 febbraio alle ore 18.30 presso a Basilica della SS. Madonna della Neve sarà celebrata una Santa Messa per ricordare l'amico di tutti, il nostro Oscar Guidone
