A cura della Redazione

Dopo il blitz della Polizia Municipale di Torre Annunziata e i sigilli apposti ad alcuni locali dello stadio, arriva la dura presa di posizione della società Savoia con un lungo post pubblicato sui social.

Il rapporto tra amministrazione comunale e club, già incrinato dopo la chiusura del bar dell’impianto, si fa ancora più teso. La società contesta modalità e tempistiche dell’intervento, sostenendo che il controllo sarebbe avvenuto in assenza di un contraddittorio, nonostante – a loro dire – sarebbe bastato posticiparlo di qualche ora per consentire alla dirigenza di essere presente.

Nel comunicato il Savoia respinge le accuse di manomissione degli impianti e di utilizzo improprio degli spazi, parlando di attrezzature presenti da anni e di locali già in condizioni di degrado. Viene inoltre sollevato il dubbio – che la società definisce come semplice supposizione – su presunte disposizioni date al custode il giorno prima del blitz. Su questo punto il club annuncia di voler fare piena luce.

La società ribadisce di non aver mai avuto la custodia dell’impianto né le chiavi, ma soltanto una disponibilità oraria giornaliera, sempre in presenza del custode e a fronte di pagamenti regolari. Secondo il Savoia, non sarebbero mai state formalmente notificate aree interdette.

Se le ricostruzioni del club dovessero trovare riscontro, resterebbero diversi interrogativi sulle tempistiche dei provvedimenti: dalla chiusura del bar a campionato in corso fino ai sigilli scattati solo ora. Domande che inevitabilmente alimentano il clima di tensione tra società e Comune e pongono nterrogativi anche sul piano politico.