Il 22 febbraio non è una data qualsiasi. Sir Robert Baden-Powell, barone di Gilwell, nacque a Londra, in Stanhope Street, il 22 febbraio 1857. Baden-Powell è stato un generale, educatore e scrittore britannico, noto soprattutto per aver fondato, nel 1907, il movimento mondiale dello scautismo. E proprio ieri, 22 febbraio, in quello che viene ancora oggi festeggiato con il nome di Thinking Day (Giornata del Pensiero), il Gruppo Scout Torre Annunziata 1° ha deciso di celebrare gli 80 anni di quei primi, fondamentali passi per la fondazione di una comunità associativa storica sul territorio vesuviano.
Era appena iniziato l’anno 1946. Le scorie della seconda guerra mondiale, conclusasi da pochissimo, erano ancora maledettamente presenti, ma la voglia di credere e vivere un futuro diverso e decisamente migliore sovrastava le difficoltà oggettive delle macerie lasciate dal devastante conflitto bellico. A Torre Annunziata Felice Cacace, Gaetano Fiorenza e Francesco Matrone, tre giovanissimi amici, con l’aiuto del francescano Padre Costantino che ospitava le loro riunioni nel convento di piazza Cesaro, diedero vita agli incontri organizzativi alla creazione del primo gruppo scout nella nostra città.
Negli stessi luoghi, all’interno della Parrocchia Santa Teresa di Gesù in piazza Ernesto Cesaro, ieri sera, è stata celebrata questa straordinaria, lunga e significativa presenza degli scout nella storia della città. Alfonso Scognamiglio, autore tra l’altro di un volume con la raccolta di immagini e testimonianze di questa affascinante avventura, ha ricordato il difficilissimo contesto nel quale Felice, Gaetano e Francesco furono costretti a districarsi. Ai resti e alle rovine della guerra, infatti, Torre Annunziata dovette “aggiungere” un’autentica tragedia che si consumò il 21 gennaio 1946: l'esplosione di un convoglio ferroviario formato da 27 carri scoperti, il cui carico era una vera e propria santabarbara, costituita da cassette di tritolo e da bombe d’aeroplano. Bilancio tremendo: 54 morti, decine di feriti e un intero quartiere della città completamente distrutto.
«La voglia di vivere, di crescere, di confrontarsi – sottolinea Alfonso Scognamiglio – fu molto più forte degli ostacoli oggettivi, delle complicazioni, della rassegnazione. La grande svolta avvenne nel 1948 con l’arrivo di un giovane francescano, padre Prospero Vecchione, che con il suo entusiasmo contagioso e la sua fede riuscì ad attrarre nella sede scout del convento un numero sempre più congruo di ragazzi torresi».
Nell’omelia della Santa Messa, il parroco don Nico Panariello si è soffermato sul motto "Semel scout, semper scout” (scout una volta, scout per sempre) attribuito al fondatore Robert Baden-Powell. Indica che, chiunque abbia pronunciato la Promessa Scout, mantiene i valori e lo spirito del movimento per tutta la vita, anche se interrompe l'attività associativa: «Nella vita cristiana, come in quella associativa, anche dietro i proponimenti di una sola promessa - sostiene Don Nico - è necessario che i propositi di bene vengano realizzati tutti i giorni. Potrebbe, dunque, non valere “Semel scout, semper scout” se non mettiamo il nostro tempo, la nostra vita, i nostri talenti a disposizione di qualcun altro».
L’incontro si è concluso nella storica sede del Gruppo Scout Torre Annunziata 1° mediante un gioioso quanto sobrio momento conviviale. Alle pareti una emozionante mostra fotografica. Un toccante percorso attraverso 80 anni di una storia che continua con una presenza culturale fondamentale sul territorio.
