A venticinque anni dalla promulgazione di due leggi regionali fondamentali per il settore turistico campano, si apre un momento di riflessione sul presente e sul futuro dell’ospitalità extra-alberghiera. La rete “Ospitalità Diffusa – AreV-OD”, presieduta dall'avvocato Aldo Avvisati, ha promosso, insieme al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata, un convegno dedicato all’analisi dell’evoluzione normativa e degli effetti prodotti sul territorio il giorno 20 aprile presso il Centro Meetings Habita Pompei 79 alle ore 14,45.
Al centro dell’incontro, le leggi regionali n. 5/2001 e n. 17/2001, che hanno segnato una svolta storica introducendo nel sistema turistico anche i privati non imprenditori e le famiglie, consentendo loro di mettere a disposizione le proprie abitazioni. Un modello che, negli anni, ha contribuito in maniera significativa alla crescita dei flussi turistici in tutta la Campania, aprendo la strada anche al fenomeno degli affitti brevi, oggi disciplinato da normative più recenti.
Negli ultimi mesi, tuttavia, il settore è stato attraversato da numerosi interventi giurisprudenziali – tra tribunali amministrativi, Corte Costituzionale e Cassazione – chiamati a dirimere contenziosi legati all’applicazione di nuove disposizioni nazionali, regionali e locali. Un quadro normativo sempre più complesso e frammentato, che varia da Regione a Regione e persino da Comune a Comune, con esempi significativi in città come Venezia, Firenze, Napoli e Bergamo.
Secondo i promotori dell’iniziativa, questa stratificazione di norme e decisioni rischia di alterare profondamente la natura originaria dell’ospitalità diffusa, nata per favorire un’accoglienza autentica, diretta e legata al territorio. Non si tratta solo di regole: il fenomeno ha infatti ricadute concrete anche sul piano urbanistico e sociale, incidendo sull’identità delle città e sulle dinamiche delle comunità locali.
Proprio per questo, il convegno non si limiterà a un’analisi tecnico-giuridica, ma affronterà il tema in modo trasversale, considerando anche le trasformazioni urbane e le implicazioni antropologiche legate alla diffusione delle strutture extra-alberghiere.
L’obiettivo è avviare una riflessione condivisa tra operatori, istituzioni e professionisti, che possa contribuire a orientare eventuali interventi normativi futuri. Un confronto necessario per trovare un equilibrio tra sviluppo turistico, tutela dei territori e salvaguardia di un modello di accoglienza che, in Campania, resta fortemente radicato nelle famiglie e nelle comunità locali.


