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Boscotrecase, giovedì 11 giugno riapre il pronto soccorso: fine di un'attesa durata oltre sei anni

Boscotrecase, giovedì 11 giugno riapre il pronto soccorso: fine di un'attesa durata oltre sei anni

Restituito al territorio un presidio strategico per oltre 300mila cittadini. Ecco di cosa sarà dotato

(3 minuti di lettura)

Dopo oltre sei anni di attesa, proteste e appelli, il pronto soccorso dell’ospedale di Boscotrecase è pronto a riaprire le sue porte. Questa volta non si tratta di un annuncio o di una promessa, ma di una data ufficiale già fissata: giovedì 11 giugno, alle ore 9, sarà inaugurato il nuovo reparto che tornerà a garantire un servizio essenziale per migliaia di cittadini dell’area vesuviana.

La riapertura rappresenta un momento particolarmente atteso da tutto il territorio. Il pronto soccorso era stato infatti chiuso nel 2020, durante la fase più critica dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, quando l’ospedale di Boscotrecase venne riconvertito per far fronte alle esigenze assistenziali imposte dalla diffusione del virus.

Da allora il presidio di emergenza-urgenza non è più tornato operativo, costringendo i cittadini dei comuni vesuviani e dell’area torrese a fare riferimento ad altre strutture ospedaliere del territorio, spesso già sottoposte a forti pressioni per l’elevato numero di accessi. Una situazione che ha generato disagi significativi per una popolazione complessiva stimata in oltre 200mila abitanti.

In questi anni non sono mancate le iniziative per chiedere il ripristino del servizio. Manifestazioni pubbliche, cortei, sit-in e incontri istituzionali hanno visto impegnati cittadini, associazioni, comitati civici, amministratori locali e rappresentanti politici di livello regionale e nazionale. Numerosi sindaci del comprensorio si sono più volte fatti portavoce delle esigenze del territorio, sollecitando la Regione Campania e l’Asl Napoli 3 Sud a individuare una soluzione definitiva.

Uno degli ostacoli principali al ritorno alla piena operatività del pronto soccorso è stato rappresentato dalla carenza di personale sanitario, problema che negli ultimi anni ha interessato gran parte delle strutture ospedaliere italiane. La difficoltà nel reperire medici, infermieri e operatori necessari a garantire il funzionamento del servizio ha inevitabilmente rallentato i tempi della riapertura.

Ora, però, il percorso sembra essere giunto al traguardo. L’inaugurazione dell’11 giugno segnerà ufficialmente il ritorno di un presidio considerato fondamentale per la rete dell’emergenza sanitaria dell’area vesuviana.

Alla cerimonia prenderanno parte il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, il vicepresdente Mario Casillo, il direttore generale dell'Asl Napoli 3 Sud Giuseppe Russo, i sindaci dei comuni del territorio. La loro presenza testimonia l’importanza di un risultato atteso da anni e considerato strategico per il rafforzamento dell’assistenza sanitaria nell’area.

Per cittadini e amministratori locali la riapertura del pronto soccorso rappresenta non solo il recupero di un servizio essenziale, ma anche il segnale concreto di una ritrovata attenzione verso le esigenze sanitarie di un territorio vasto e densamente popolato, che da troppo tempo attendeva una risposta definitiva.

La dichiarazione del direttore generale Russo

“Con la riapertura del pronto soccorso - afferma Giuseppe Russo direttore generale asl Napoli 3 Sud - restituiamo al territorio un presidio fondamentale per la tutela della salute dei cittadini. Si tratta di un investimento importante che rafforza la rete dell’emergenza-urgenza e garantisce risposte più rapide, efficaci e sicure a una popolazione di oltre 300 mila persone. La struttura sarà operativa già dalle 14:00 dell’11 giugno”.

Organizzazione della struttura

Il pronto soccorso sarà dotato di:

  • 4 posti dedicati ai pazienti in codice rosso;
  • 4 posti dedicati ai pazienti in codice giallo;
  • 7 posti dedicati ai pazienti in codice verde e azzurro;
  • 3 barelle per l’attesa dei pazienti;
  • una saletta chirurgica;
  • un ambulatorio ortopedico;
  • un ambulatorio di otorinolaringoiatria;
  • area Codice Rosa, dedicata all’accoglienza e all’assistenza delle donne vittime di violenza;
  • area di Osservazione breve intensiva (Obi) con 5 posti letto destinati al monitoraggio clinico dei pazienti, al fine di consentire dimissioni in piena sicurezza;
  • 2 posti letto in stanze separate a pressione negativa per la gestione di eventuali pazienti affetti da patologie infettive.

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