È considerato da tantissimi cittadini di Torre Annunziata un "luogo del cuore". Un angolo di costa molto suggestivo e panoramico, dove svetta nella sua bellezza l'ottocentesca villa Filangieri.
È Capo Oncino, la cui storia ha una data memorabile per la nostra città, il 22 febbraio 1877. Quando con un decreto del re Vittorio Emanuele II, su proposta del ministro degli Interni Giovanni Nicotera, grazie all'interessamento del parlamentare Mauro Morrone e dell'allora sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Gambardella, fu aggregato alla nostra città sottraendo questa borgata al vicino paese di Boscotrecase.
In questo tratto di mare riposano le ceneri della più importante scrittrice torrese, Maria Orsini, scomparsa l'11 novembre 2010, che volle restare per l'eternità vicino alla spiaggetta della sua infanzia. A Capo Oncino è stato dedicato persino il titolo del romanzo del nostro giornalista Salvatore Cardone. Eppure, nonostante tutto ciò, questo luogo non è valorizzato e nemmeno tutelato. La stradina di accesso è in uno stato di degrado, con sporcizia ovunque. La spiaggetta non è curata, il mare è spesso "vittima " di scarichi indefiniti. Di giorno, soprattutto in estate, molti bagnanti affollano gli scogli e questo litorale, perché "innamorati" di un luogo che ha qualcosa di magico e meraviglioso, ma le cui acque non sono sempre balneabili.
In passato Legambiente e singoli cittadini hanno promosso iniziative per tutelare Capo Oncino, ma niente si è mosso. Ora ci riprova il comitato "Nucleo Operativo" che ha lanciato una petizione popolare da sottoporre alla Commissione Straordinaria, per richiedere un radicale intervento di salvaguardia. Al riguardo si sono mobilitati sia gli abitanti che i commercianti della zona, per offrire un sostegno alla petizione, già firmata da tanti cittadini.
Ora la parola passa all'amministrazione torrese per far sì, una volta depositata la petizione, che si passi dalle parole ai fatti.


