La determina del Comune
Prosegue il lungo iter per la riqualificazione dell'area Salera di Torre Annunziata. Con una determina dirigenziale (responsabile unico del progetto l’ing. Luigi Gaglione) il Comune ha approvato lo stato ricognitivo dell'intervento e il nuovo quadro economico del progetto finanziato con 7,2 milioni di euro di fondi FSC, facendo il punto sulle opere già eseguite e su quelle ancora da realizzare.
L'intervento rientra nel programma di risistemazione ambientale del porto e delle aree limitrofe e punta alla bonifica, al risanamento e alla rifunzionalizzazione dell'area Salera, uno dei siti più degradati del litorale oplontino.
La bonifica e le indagini ambientali
La determina ripercorre tutte le tappe del progetto, avviato nel 2017 dopo l'assegnazione dei finanziamenti regionali. Una prima fase ha riguardato la rimozione dei rifiuti abbandonati sull'area demaniale e le indagini ambientali necessarie per verificare lo stato di contaminazione del sito. Dagli accertamenti sono emersi superamenti dei limiti di legge sia nei terreni sia nelle acque di falda, rendendo necessario approfondire le attività di caratterizzazione e bonifica.
I lavori di rimozione dei rifiuti sono stati completati nel 2023. Successivamente sono state avviate nuove indagini ambientali e la progettazione di fattibilità tecnico-economica dell'intervento definitivo, che dovrà trasformare l'area attraverso opere di recupero urbanistico e ambientale.
Il quadro economico
Dal quadro economico approvato emerge che il costo complessivo dell'opera resta pari a 7,2 milioni di euro. Di questi, circa 2,65 milioni riguardano la prima fase già realizzata, mentre oltre 4,54 milioni, già stanziati, saranno necessari per completare il risanamento ambientale e la rifunzionalizzazione dell'area Salera.
La seconda fase: l'incapsulamento dell'arenile
La determina evidenzia inoltre che la Regione Campania ha già trasferito al Comune oltre 2,6 milioni di euro, somme interamente utilizzate per finanziare le attività svolte finora. L'amministrazione dovrà ora chiedere un'anticipazione alla Regione di oltre 314 mila euro destinata alle attività di progettazione del secondo lotto, indispensabile per arrivare al progetto esecutivo e all'avvio dei lavori di riqualificazione definitiva.
La seconda fase dell'intervento prevede, in sostanza, l'incapsulamento della parte dell'arenile contaminato, soluzione progettuale necessaria per mettere in sicurezza l'area interessata dalla contaminazione e consentirne il recupero. L'obiettivo finale è restituire alla città uno spazio strategico del waterfront oplontino, con doppia pista ciclabile e strutture sportive per i frequentatori della spiaggia.
Resta però una nota negativa: i tempi della burocrazia. Il progetto è stato avviato nel 2017 e, a distanza di anni, la riqualificazione dell'area Salera è ancora lontana dall'essere completata. La domanda che molti cittadini si pongono è inevitabile: quando sarà finalmente ultimata l'intera opera? Le prospettive, almeno nell'immediato, non sembrano incoraggianti. L'ufficio tecnico comunale continua infatti a fare i conti con una cronica carenza di personale, aggravata dai numerosi pensionamenti degli ultimi anni, mentre il dirigente del settore opera in regime di scavalco tra due Comuni. Una situazione che rischia di rallentare ulteriormente l'iter di uno degli interventi più attesi per il rilancio del waterfront oplontino.
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