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Rischio Vesuvio, Trecase aderisce al progetto della Fondazione Convivenza Vesuvio

Rischio Vesuvio, Trecase aderisce al progetto della Fondazione Convivenza Vesuvio

Sale a 14 il numero dei Comuni della zona rossa che sostengono il modello alternativo al Piano nazionale di emergenza. Incontro anche con la Regione Campania per avviare un percorso condiviso.

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A cura della Redazione

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Sale a 14 il numero dei Comuni della zona rossa che sostengono il modello alternativo al Piano nazionale di emergenza. Incontro anche con la Regione Campania per avviare un percorso condiviso.

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Si amplia il fronte dei Comuni che sostengono il progetto della Fondazione Convivenza Vesuvio per una gestione alternativa dell'emergenza legata al rischio vulcanico. Il Comune di Trecase ha sottoscritto il protocollo d'intesa con la Fondazione, diventando il quattordicesimo ente della zona rossa del Vesuvio ad aderire all'iniziativa.

A esprimere soddisfazione è il presidente della Fondazione, Vincenzo Coronato, che parla di un consenso istituzionale in costante crescita attorno al progetto.

«Accogliamo con grande soddisfazione questo nuovo importante risultato, che conferma come il percorso intrapreso dalla Fondazione stia raccogliendo sempre più adesioni tra le istituzioni», afferma Coronato.

L'obiettivo dell'iniziativa è proporre un modello alternativo all'attuale Piano nazionale di emergenza, evitando, secondo i promotori, il trasferimento della popolazione della zona rossa verso le regioni del Nord Italia in caso di evacuazione. La proposta punta invece a un ricollocamento programmato nelle aree interne della Campania e delle regioni limitrofe, con l'intento di preservare il tessuto sociale ed economico delle comunità vesuviane.

Nella stessa giornata, una delegazione della Fondazione ha incontrato a Palazzo Santa Lucia l'assessore regionale con delega alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, per approfondire gli aspetti tecnici del progetto. Il confronto segue i precedenti incontri già avviati con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile.

Secondo quanto riferito dalla Fondazione, dalla riunione sarebbe emersa la disponibilità della Regione Campania a sostenere un percorso istituzionale condiviso e a valutare la possibile istituzione di una cabina di regia nazionale dedicata al tema del rischio Vesuvio.

Agli incontri ha partecipato anche Pierluigi Aliperta, neo assessore del Comune di Terzigno, da tempo impegnato sul progetto, mentre il deputato Alessandro Caramiello, presidente dell'Intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, ha confermato l'impegno a coinvolgere anche gli altri Comuni dell'area vesuviana.

«Continueremo a lavorare senza fermarci – ha dichiarato Caramiello –. Torneremo a confrontarci anche con il Comune di Portici, l'unico della zona rossa a non aver ancora aderito, perché riteniamo fondamentale che entri a far parte di questo percorso nell'interesse dei cittadini».

Per Coronato, la convivenza con il vulcano deve fondarsi su una pianificazione diversa rispetto a quella attuale. «La convivenza con il Vesuvio non può essere costruita sulla paura o sullo spopolamento del territorio. Serve una pianificazione moderna, scientifica e condivisa, capace di garantire la sicurezza senza cancellare l'identità, la storia e il futuro delle comunità vesuviane. I risultati raggiunti finora dimostrano che questa visione è sempre più condivisa».

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