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Rampa Nunziante, nove anni dopo il dolore: «La prescrizione non è giustizia»

Rampa Nunziante, nove anni dopo il dolore: «La prescrizione non è giustizia»

Commemorazione a Torre Annunziata per le otto vittime del crollo del 7 luglio 2017. Presenti il procurato capo Nunzio Fragliasso e la PM Andreana Ambrosino. Il senatore Orfeo Mazzella annuncia una proposta di legge per modificare i termini di prescrizione nei casi di omicidio plurimo da crollo.

(2 minuti di lettura)

A nove anni dalla tragedia di Rampa Nunziante, Torre Annunziata si è fermata per ricordare le otto vittime del crollo dell'ala di un palazzo avvenuto il 7 luglio 2017, costato la vita anche a due bambini. Una ferita che il tempo non è riuscito a rimarginare e che continua a segnare profondamente la comunità oplontina.

La commemorazione si è svolta questa sera nel Santuario dello Spirito Santo, dove don Ciro Alario ha celebrato una Santa Messa in suffragio delle vittime. All'esterno della chiesa campeggiava uno striscione con i volti delle otto vittime e con una frase che sintetizza il sentimento dei familiari dopo la sentenza della Corte di Cassazione: «Prescrizione non vuol dire assoluzione... Siete tutti colpevoli».

Alla celebrazione hanno preso parte i parenti delle vittime, numerosi cittadini, il procuratore capo della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, la sostituta procuratrice Andreana Ambrosino, che sostenne l'accusa nel processo, e il senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella.

Al termine della funzione religiosa, i familiari hanno raggiunto il luogo del crollo, accompagnati proprio dal procuratore Fragliasso e dalla pm Ambrosino, che hanno voluto testimoniare ancora una volta la vicinanza della magistratura alle famiglie colpite dalla tragedia.

A margine della commemorazione si è svolto un confronto tra i due magistrati e il senatore Mazzella, che ha annunciato l'intenzione di presentare una proposta di legge per intervenire sulla disciplina della prescrizione nei casi di omicidio plurimo provocato dal crollo di edifici.

«Chi ha atteso giustizia per nove anni – ha dichiarato Mazzella – ha visto l'accusa più grave scomparire non per un'assoluzione, ma per il trascorrere del tempo. Non è una fatalità, ma una conseguenza della legge, e proprio per questo la legge può essere cambiata».

Il vicepresidente della Commissione Sanità del Senato ha evidenziato quella che definisce un'incongruenza dell'attuale ordinamento. «Oggi i termini di prescrizione vengono raddoppiati quando la morte di più persone deriva da un incidente stradale o da un infortunio sul lavoro, ma non quando è provocata dal crollo di un edificio. È un'asimmetria che non ha alcuna giustificazione».

Per questo motivo il parlamentare ha annunciato un'iniziativa legislativa finalizzata ad allungare i tempi di prescrizione per l'omicidio plurimo conseguente a un crollo. «Mi impegno a modificare la normativa affinché il tempo processuale non diventi più un alleato di chi ha responsabilità. È una proposta che ho condiviso con la Procura di Torre Annunziata, che conosce bene questa vicenda. Lo devo alla comunità oplontina, alla memoria delle vittime e ai loro familiari. A una giustizia arrivata troppo tardi rispondo con l'unico strumento che ho come parlamentare: cambiare la legge».

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