Gli incendi che nella notte di ieri hanno incenerito diversi cumuli di rifiuti lungo le strade di Torre Annunziata, distruggendo anche due auto in sosta e seminando paura tra i residenti, diventano lo spunto per una dura riflessione di Salvatore Cimmino, il nuotatore disabile originario della città, noto a livello internazionale per le sue traversate nei mari di tutto il mondo a favore dell'abbattimento delle barriere architettoniche e dell'inclusione delle persone con disabilità.
Attraverso una nota, Cimmino punta il dito contro la situazione in cui versa Torre Annunziata e contro la gestione politica che ha portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni della criminalità organizzata.
«Ci troviamo di fronte a una Torre Annunziata in balia di sé stessa – afferma –, tragica conseguenza dell'abbandono di chi è stato eletto per amministrare e curare la nostra comunità. Lo scioglimento del Comune rappresenta il fallimento di un mandato tradito. Gli ex amministratori dovrebbero fare un esame di coscienza e chiedere scusa alla città».
Il campione oplontino commenta anche quanto accaduto nelle scorse ore in corso Umberto, dove diversi roghi hanno interessato cumuli di rifiuti e cassonetti, con le fiamme che hanno coinvolto e distrutto due vetture parcheggiate lungo il marciapiede.
«Abbiamo assistito a scene inaccettabili – prosegue Cimmino –. Un balordo ha dato fuoco ai rifiuti e ai cassonetti. Le fiamme hanno avvolto le automobili, gettando nel panico i residenti. Non si tratta di semplice vandalismo, ma di un attacco diretto alla sicurezza pubblica».
Nel suo intervento, Cimmino allarga poi lo sguardo alle opere pubbliche incompiute, soffermandosi in particolare sul cantiere della darsena del porto, fermo ormai da mesi.
«Con l'arrivo dell'estate – sottolinea – l'immobilismo sta paralizzando la viabilità e rendendo l'aria irrespirabile a causa delle polveri. Residenti e commercianti sono ostaggio di questo caos».
Il nuotatore rivolge quindi un ringraziamento al procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, e alla Procura, per il lavoro svolto nelle indagini che hanno portato allo scioglimento dell'amministrazione comunale.
«Con coraggio e fermezza hanno squarciato il velo di opacità, liberandoci da gestioni opache e dando un segnale forte di legalità», afferma.
Infine l'appello alla città e a chi vorrà amministrarla in futuro: «Torre Annunziata deve rialzarsi. È il momento che si facciano avanti persone coraggiose, competenti e integre. Abbiamo bisogno di una svolta civica per restituire alla nostra città tutto l'amore e la dignità che merita. Amare Torre Annunziata non significa solo abitarla, ma curarne le ferite e difenderne il futuro, perché la dignità di un popolo si misura dalla forza con cui protegge la propria terra».
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