Un confronto sulla medicina generale e sul futuro della sanità territoriale in Campania, dalle Case di Comunità alla carenza di personale, passando per la burocrazia che grava sui medici e il problema delle liste d'attesa.
Una delegazione del Sindacato Medici Italiani (SMI) della Campania è stata ricevuta a Palazzo Santa Lucia dal presidente della Giunta regionale Roberto Fico.
A rendere noto l'incontro è Giovanni Senese, segretario regionale SMI Campania. Alla riunione hanno preso parte anche alcuni segretari provinciali del sindacato.
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«Disponibilità sui problemi dei medici e della sanità territoriale»
Secondo Senese, il confronto si è svolto in un clima di collaborazione, registrando da parte del presidente Fico «una grande disponibilità rispetto ai diritti dei medici, in particolare di quelli di famiglia e della sanità territoriale».
Lo SMI ha manifestato la propria disponibilità a collaborare con la Regione per affrontare le principali criticità che interessano la medicina generale.
Tra le questioni sollevate c'è quella delle Case di Comunità e della loro piena operatività.
Per il sindacato, le nuove strutture necessitano anche di nuove assunzioni e il loro funzionamento non può essere garantito semplicemente trasferendo gli attuali medici di famiglia dai rispettivi ambulatori.
Meno burocrazia per i medici di famiglia
Altro punto centrale dell'incontro è stato quello della sburocratizzazione dell'attività dei medici, a partire dalla piena dematerializzazione delle ricette.
«Abbiamo bisogno che si creino le condizioni affinché si destini più tempo alla cura dei pazienti e alla pratica clinica, per avere risposte terapeutiche efficaci», sottolinea Senese.
Secondo lo SMI, il medico di famiglia non può essere impegnato prevalentemente in adempimenti come quelli relativi alle esenzioni dai ticket o in altre pratiche burocratiche che, sostiene il sindacato, dovrebbero essere svolte dalle Asl.
Liste d'attesa e sostenibilità dell'assistenza
Nel corso del confronto si è discusso anche delle liste d'attesa e della necessità di garantire programmazione e sostenibilità a un sistema assistenziale che, soprattutto in alcuni territori, rappresenta una componente fondamentale della risposta ai bisogni sanitari dei cittadini.
Lo SMI giudica positivamente l'esito della riunione e riferisce di aver riscontrato «una grande apertura» da parte del presidente della Regione.
SMI: «Il confronto con la Regione può fare la differenza»
L'incontro di Palazzo Santa Lucia non dovrebbe rimanere isolato. Il sindacato annuncia infatti che seguiranno ulteriori appuntamenti per approfondire le questioni affrontate.
«Siamo convinti che in questa fase di grande cambiamento per la medicina generale – conclude Senese – la collaborazione tra la parte pubblica e i sindacati possa fare la differenza».
Lo SMI ritiene di uscire rafforzato dal confronto con la Regione, sostenendo che le proprie proposte e le ragioni alla base delle proteste dei medici siano state comprese e possano ora rappresentare il punto di partenza per i prossimi incontri.


