Il 25 aprile è “una data fondativa della nostra democrazia, nata dalla resistenza contro il nazifascismo e dalla volontà di restituire dignità, libertà e diritti al nostro popolo. Celebrare questa ricorrenza a Torre del Greco significa riconoscere il valore della memoria in una comunità che ha conosciuto la sofferenza della guerra e che, con forza e lavoro, ha saputo ricostruirsi”.
Con queste parole il sindaco Luigi Mennella ha aperto il suo discorso questa mattina, sabato 25 aprile, in occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, durante la cerimonia che, come di consueto, si è svolta presso la casa del combattente all’interno della villa comunale Ciaravolo di corso Vittorio Emanuele, alla presenza delle autorità civili e militari cittadine e dei rappresentanti delle associazioni mutilati e invalidi di guerra e combattenti e reduci.
“Anche la nostra città – ha proseguito il primo cittadino – fu segnata dalle mille difficoltà del secondo conflitto mondiale, testimonianza concreta di cosa significhi perdere la pace e quanto sia prezioso riconquistarla. È proprio da questa memoria che dobbiamo partire per guardare al presente. Oggi, mentre celebriamo la Festa della Liberazione, non possiamo ignorare ciò che accade nel mondo: conflitti ancora aperti, popolazioni civili colpite, tensioni internazionali che mettono a rischio equilibri già fragili”.
Il sindaco è intervenuto dopo la cerimonia dell’alzabandiera e l’esecuzione dell’inno nazionale, preceduto anche dalla lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lettura affidata al comandante della Capitaneria di porto, Angelo Labella. Hanno portato i loro saluti anche la presidente della commissione Sanità del consiglio regionale, Loredana Raia, e il presidente delle associazioni mutilati e invalidi di guerra e combattenti e reduci, Antonio Cetronio.
La consueta deposizione di una corona d’allora ai piedi del monumento ai caduti posto in villa comunale, è stata quest’anno preceduta dallo scoprimento della targa in onore di Vincenzo Ciaravolo, medaglia d’oro al valor militare alla memoria, a cui è intitolato il polmone verde di corso Vittorio Emanuele. La targa è stata posta nello spazio verde a ridosso della casa del combattente, dove precedentemente era già stata sistemata una grossa ancora.
Dal sito della Marina Militare riportiamo la motivazione alla base della medaglia d’oro al valor militare alla memoria conferita a Vincenzo Ciaravolo: “Coraggioso e tenace operatore di mezzi d'assalto di superficie, con altri valorosi, già Imbarcato su silurante impegnata in aspro combattimento contro incrociatori e cacciatorpediniere nemici, con calma serena rimaneva durante tutta l’azione al fianco del suo comandante, di cui era attendente. Ricevuto l'ordine di abbandonare la nave che affondava per i gravi danni riportati durante il combattimento, si gettava in mare: ma accortosi che il comandante rimaneva al suo posto, spontaneamente risaliva a bordo in un generoso slancio di fedeltà e di altruismo, ben conscio del mortale pericolo al quale si esponeva. Nella sublime decisione di seguire la sorte del suo comandante, affrontava con lui la morte gloriosa degli eroi (Mar Rosso, presso l’isola Harmil, 21 ottobre 1940)”.
Vincenzo Ciaravolo è nato a Torre del Greco il 21 novembre 1919. Come si legge sempre dal sito della Marina Militare, “figlio di marinai e marinaio egli stesso nella Marina Mercantile, partecipò al conflitto italo-etiopico ed alle operazioni militari in Spagna imbarcato sul piroscafo requisito Lombardia. Il 15 dicembre 1939 venne arruolato nella Regia Marina per assolvere all'obbligo di leva, venendo subito imbarcato sul cacciatorpediniere Francesco Nullo, dislocato in Mar Rosso. Il giorno 21 ottobre 1940, nell’aspro combattimento sostenuto dall’unità su cui era imbarcato contro soverchianti forze navali avversarie presso l’isola di Harmil (nel Mar Rosso) e nel quale l’unità, gravemente danneggiata nello scontro, affondò, già naufrago volle seguire la sorte del suo comandante e ritornato a bordo scomparve negli abissi al suo fianco”.


